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Scozia indipendente? Un referendum con la benedizione di Londra

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Scozia indipendente? Un referendum con la benedizione di Londra

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Il 18 settembre la Scozia andrà al voto per un referendum, in cui si chiede ai cittadini di pronunciarsi in favore o contro l’indipendenza dal Regno Unito. A questo proposito Adèle ci sottopone da Parigi i suoi interrogativi.

“La Scozia ha diritto a diventare indipendente? – ci chiede – Qual è il valore giuridico del referendum che si appresta a tenere?”.

Abbiamo girato le sue domande a Nathalie Duclos, esperta e docente di studi britannici all’Università di Tolosa II.

“Semplificando, possiamo dire che la Scozia ha pieno diritto all’indipendenza per due ordini di motivi – ci spiega -. Il primo è che Londra ha sempre riconosciuto -sia implicitamente sia, più di recente, anche molto apertamente – il suo diritto all’autodeterminazione. E questo perché? Perché il Regno Unito si considera un’unione volontaria di diverse nazioni e nessuna di queste può quindi essere costretta a restarvi contro la sua volontà. Il secondo motivo è che Londra ha riconosciuto la legittimità dell’aspirazione a organizzare un referendum da quando, nel 2011, gli scozzesi hanno eletto a maggioranza assoluta l’SNP, il principale partito indipendentista”.

“L’interrogativo che solleva la vostra internauta – prosegue Nathalie Duclos ! riguarda quindi soprattutto la legalità del referendum. La risposta è stata fornita da Londra e da Edimburgo nell’ottobre 2012 quando hanno siglato il cosiddetto ‘Accordo di Edimburgo’. Un accordo attraverso il quale Londra ha trasferito a Edimburgo il diritto e le competenze legali necessarie a poter organizzare questo referendum”.

“Fino a quel momento, le necessarie competenze spettavano solo a Londra, perché si tratta di materia costituzionale – spiega ancora Nathalie Duclos -. Con lo stesso accordo, Londra si impegna anche a rispettare l’esito del referendum. Anche se vincesse il ‘sì’, i risultati non potrebbero quindi essere contestati né sul piano giuridico, davanti a un tribunale, né su quello politico, perché Londra si è impegnata a rispettarli”.

“In questo – conclude la nostra esperta – il referendum in Scozia differisce molto da quello che qualche settimana più tardi vogliono organizzare i catalani, perché Madrid non ne riconosce né la legittimità, né la legalità”.

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