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Usa. La vita comincia a 50 anni, dopo 30 in carcere per errore

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Usa. La vita comincia a 50 anni, dopo 30 in carcere per errore

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Trent’anni in prigione per lo stupro e l’uccisione di una bambina. Già scontati. Ma Leon Brown e Henry McCollum non erano i colpevoli. Il clamoroso caso di errore giudiziario è avvenuto nella Carolina del Nord dove un giudice ha ora annullato la sentenza sul crimine commesso nel 1983. Oggi McCollum ha 50 anni:

“È stata un’esperienza dura” racconta. “Spesso ho avuto voglia di mollare, ma poi mi sono detto no, non posso. La vita deve andare avanti. E sapevo che un giorno avrei avuto la benedizione di uscire di prigione. Solo non sapevo quando sarebbe successo”.

A scagionare i condannati, due fratellarstri che avevano 15 e 19 anni all’epoca dei fatti, la prova del Dna su un mozzicone di sigaretta trovato in prossimità del luogo del delitto. Unico elemento a loro carico.

“Quanto si tratta di un caso di pena capitale” spiega Gerda Stein, una responsabile del centro contenziosi per le condanne a morte “la pressione è enorme, capire il crimine, essere sicuri di aver davanti la persona giusta. Credo che a volte ci si immerga troppo, come in un tunnel, e si fanno degli errori. E credo che la pena di morte sia un rischio troppo alto per un sistema tanto imperfetto”.

Una vicenda giudiziaria che ha del paradossale, al di là del destino dei condannati innocenti. L’autore del crimine si è rivelato essere un uomo già condannato all’ergastolo per uno stupro e omicidio commesso un mese dopo l’uccisione della bambina.