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Dalla Bce il taglio dei tassi e un programma di acquisto di ABS

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Dalla Bce il taglio dei tassi e un programma di acquisto di ABS

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Non c‘è che dire, la Banca centrale europea è ancora capace di sorprendere. Dopo che, da Jackson Hole, Mario Draghi aveva messo sul tavolo “tutti gli strumenti necessari a garantire la stabilità dei prezzi”, non è arrivato il tanto vociferato acquisto di titoli di Stato. In compenso, però, il Direttivo ha deciso per un taglio del costo del denaro di 10 punti base del tutto inaspettato. Nonché per il lancio, da ottobre, di un programma di acquisto di titoli garantiti da attività sottostanti.

“Le decisioni di oggi, insieme con le altre misure in atto, sono state prese al fine di sostenere il solido ancoraggio delle previsioni di inflazione nel medio e lungo termine in linea con il nostro obiettivo di mantenere i tassi di inflazione sotto, ma vicini al 2%”, ha detto il presidente della Bce. “Se sarà necessario indirizzare ulteriormente i rischi di un periodo troppo prolungato di inflazione bassa, il Consiglio direttivo è unanime nel suo impegno ad usare istrumenti non convenzionali aggiuntivi entro il suo mandato”, ha aggiunto.

Il tasso di interesse principale è stato portato allo 0,05%, un nuovo minimo storico che per Draghi rappresenta il limite più basso degli aggiustamenti possibili. Rivisti anche il tasso marginale e quello di deposito, rispettivamente allo 0,3% e al -0,2%.

“La parte non convenzionale – ha spiegato a Euronews l’analista portoghese Rui Bàrbara si riassume invece nel fatto che la Bce permetterà alle banche normali di tutta la zona euro di venderle le attività chiamate ABS, ovvero gli “Asset-Backed Securities”, che sono, in definitiva, dei crediti cartolarizzati”. Tra le attività sottostanti ci saranno anche mutui residenziali ma, secondo Bàrbara, “siamo molto lontani da una bolla immobiliare in Europa e, anzi, in questo caso è il contrario, il credito è strozzato”.

Un programma che rappresenta un rafforzamento delle misure annunciate a giugno. Ma perché ora? Pur continuando a negare la possibilità di deflazione, Draghi sottolinea il dato dell’inflazione di agosto, sceso allo 0,3% contro un obiettivo del 2% della Banca centrale. E soprattutto il peggioramento delle previsioni: nel 2014 non l’aumento dei prezzi non dovrebbe superare lo 0,6%, nonostante l’avvio del programma di prestiti alle banche per agevolare il credito ad imprese e famiglie. Nessuna cifra ufficiale sul programma di acquisto di ABS (, la cui decisioneha confessato Draghi non è stata unanime). Secondo la Bce, però, avrà un impatto considerevole sui propri bilanci.