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Ebola: scenziati riuniti a Ginevra, presentati farmaci sperimentali

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Ebola: scenziati riuniti a Ginevra, presentati farmaci sperimentali

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L’organizzazione mondiale della Sanità presenta otto trattamenti sperimentali e due vaccini da sviluppare per combattere il virus Ebola. Toccherà ora ai 200 esperti della comunità scientifica mondiale, riuniti a Ginevra, analizzare le possibilità di produzione e di utilizzo di questi trattamenti.

Ad oggi nessuna cura è stata approvata per l’uso. I vaccini sono ancora in fase sperimentale, questo pone problemi etici e logistici. In circostanze normali, per lo sviluppo e la valutazione clinica delle terapie e dei vaccini occorrerebbero fino a dieci anni.

Nel frattempo il virus si diffonde con una rapidità sempre maggiore: sono già oltre 1.900 le persone vittime dell’epidemia in Africa occidentale su 3.500 casi confermati.

Ma in realtà è impossibile tenere il conto delle persone infette che si stanno riversando nei pochi e fatiscenti ospedali non in grado di contrastare quest’avanzata.

Gli operatori sanitari che combattono in prima linea si stanno infettando: sono almeno 120 gli infermieri e i medici che hanno perso la vita. Altri sono fuggiti per la paura, lasciando le persone senza cura. Interi sistemi sanitari sono crollati.

Lunedì scorso, un uomo affetto da Ebola e trattenuto in quarantena, è fuggito per la fame da un ospedale di Monrovia, in Liberia, causando il panico tra la popolazione. Secondo alcuni testimoni, si contano almeno 5 casi simili.

La Liberia è il paese più colpito insieme a Sierra Leone e Guinea Conakry. In Nigeria sono 7 i casi confermati e il Senegal ha registrato il primo caso, un guineano che aveva passato il confine.

L’Oms teme che l’epidemia possa infettare 20.000 persone e colpire almeno 10 paesi. L’Unione africana sta reclutando nuovi operatori sanitari tra i Paesi membri e lunedì si riunirà ad Addis Abeba per definire misure per la sospensione dei voli e la chiusura dei confini per isolare le aree colpite.

È in collegamento con noi dall’Inghilterra il dottor Edward Wright dell’Università di Westminster, un esperto in malattie infettive. Dottor Wright, secondo le relazioni degli esperti riuniti a Ginevra, la diffusione dell’epidemia sta accelerando. Questa conferenza arriva un po’ troppo tardi?

Edward Wright, Università di Westminster: Non è troppo tardi. Se da questa conferenza verrà fuori un piano per mettere in atto misure aggiuntive per limitare l’ulteriore diffusione del virus, sarà ovviamente una buona cosa. Va detto, però, che si tratta di un focolaio senza precedenti. Il numero delle vittime è più del doppio di tutte quelle registrate da quando il virus è stato identificato circa quarant’anni fa. Prima d’ora non avevamo mai affrontato un focolaio così enorme. Noi tutti – scienziati, medici, esperti di salute pubblica – impariamo qualcosa da questa epidemia e stiamo facendo del nostro meglio per controllare la malattia.

euronews: Quanto la preoccupa, in qualità di scienziato, questa crisi che lei stesso definisce senza precedenti?

Wright: Se la si paragona ad altre malattie come la malaria, che uccide 800.000 persone ogni anno, o l’HIV, il virus che causa l’AIDS, che uccide 1 milione e 600mila persone ogni anno, comprendiamo che sì, questo virus va tenuto sotto osservazione perché si tratta di una malattia devastante, ma semplici strategie di intervento e di controllo sarebbero in grado di bloccare la diffusione di questa epidemia.

euronews: Quali sono i rischi connessi alla distribuzione dei vaccini sperimentali, vale la pena rischiare in questo caso?

Wright: Tutti i vaccini, tutti i farmaci che vengono immessi sul mercato e utilizzati per trattare infezioni e malattie, prima devono superare un severo processo di regolamentazione. Ora, nel caso di un’emergenza per la salute pubblica, come quella che stiamo affrontando con l’epidemia del virus Ebola, capita di accellerare i controlli sui farmaci sperimentali e sui vaccini che sono in fase di sviluppo da un certo numero di anni. Sappiamo già molto su questi vaccini e farmaci antivirali che possono essere utilizzati per valutare quanto velocemente possiamo accelerare la sperimentazione sugli esseri umani.

225 euronews: Lei è a conoscenza del trattamento utilizzato sull’infermiere inglese curato subito dopo aver contratto Ebola, cosa puoi dirci al riguardo e quanto è stato efficace?

Wright: il 50% delle persone che ha contratto la malattia in Africa è sopravvissuto con una terapia basata sulla reidratazione e su cure palliative. Il paziente inglese, William Pooley, recentemente dimesso dal Royal Free Hospital di Londra, ha ricevuto questo siero segreto, un cocktail di anticorpi che colpiscono il virus. Durante l’epidemia in corso, sette persone hanno ricevuto questo trattamento, cinque sono sopravvissute, due combattono ancora contro il virus. Ma come ho detto, il tasso di sopravvivenza senza questo trattamento è del 50%, quindi la discussione su quanto sia efficace lo ZMap è ancora aperta, lo stesso vale per gli altri vaccini in fase di sviluppo.