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Statue parlanti

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Statue parlanti

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Le statue di Londra parlano. Ecco un progetto interattivo che gioca col turista curioso e racconta il passato. Come il gatto Hodge, grintoso felino immortalato nella ‘Vita di Samuel Johnson’ di James Boswell. Troneggia in una piazzetta centrale di Londra.

Colette Hiller, direttore del progetto:
“Abbiamo pensato, ‘Se le statue potessero parlare, quante storie racconterebbero’. Ma cos‘è quello che stanno realmente pensando? Cosi’ abbiamo pensato che dando alle statue una voce interiore avremmo potuto inspirare nuova vita e farle ascoltare”.

Cosi’ 35 statue in tutta Londra e Manchester sono incluse nel progetto. Come Sherlock Holmes qui, su Baker Street. Holmes si pavoneggia per le tante visite quotidiane dei fan.

Improbabile invece il monologo della Regina Vittoria che spiega chi fosse realmente e che regno’ per 63 anni, 7 mesi e 2 giorni.

Colette Hiller: “Alcune statue raccontano storie note come quelle della regina Victoria. Qualcuno come John Wilkes non è noto a tutti, eppure è stato colui che ha assicurato la nostra libertà di stampa. Ecco una storia che merita di essere raccontata”.

Usando i loro smart phones per la scansione di un codice digitale su una targa o digitando un breve indirizzo web, i visitatori vengono immediatamente chiamati dalla statua che inizia a raccontarsi.

Diversi attori, scrittori e comici di Gran Bretagna sono stati coninvolti nel progetto per dare voce alla storia pietrificata d’Inghilterra.

Anche questa capra di Spitalfields Market, ha chiamato tanta gente, la sua voce è stata affidata all’attore Hugh Dennis.

L’idea di rendere lo smartphone uno strumento di divertimento e cultura sembra essere stata gradita.