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Al ritmo del rock iraniano

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Al ritmo del rock iraniano

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Kiosk, gruppo iraniano che interpreta rock e blues è in tournée in Europa. Fondato negli anni 90 ha lanciato il suo primo album nel 2005. Il gruppo ha seguito le dinamiche delle nostre garage band visto che si riunivano nelle cantine di Teheran per esprimere il loro giovane estro musicale.

C’era sempre il rischio di farsi arrestare dalla polizia del regime islamico.

Arash Sobhani cantante, compositore nonchè fondatore dell’emsemble è fra coloro che si stupiscono di essere giunto fino a qui anche perchè all’inizio avevano paura di esporsi.

La stretta censura in Iran non consente la diffusione della musica alternativa. Fin dal suo sorgere Kiosk ha prodotto musica d’ispirazione politica ma densa di umorismo. Tutto molto nascosto. La loro critica sociale al clero iranaiano li ha tenuti ben nascosti al grande pubblico e non si poteva produrre finchè non hanno preso la via dell’estero.

Si sono cosi’ installati negli Stati Uniti e in Canada dal 2006. Alcuni di loro vivono a New York e gli altri a Toronto.

Kiosk è uno dei rari gruppi “underground” che ha vinto la sfida lasciando il paese e producendo musica. Il suo successo fra gli iniziali gruppi delle sottoculture giovanili dell’Iran ha incoraggiato molti giovani cantanti iranianidi oggi. I componenti di kiosk posso capire bene i problemi dell’arte odierna in Iran.

Internet è uno strumento importante per la diffusione di questo genere di musica ritenuta illegale secondo la legge della repubblica islamica. Grazie alla diffusione del web si eliminano i problemi di censura. Arash Sobhani conosce le difficoltà dei musicisti che hanno dovuto tacere per tanti anni, all’inizio della rivoluzione, dal 1979.

Kiosk è adesso in tour fra Londra, Parigi, Berlino, Amsterdam, Monaco, si esibiranno a New York il 28 settembre.