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Ucraina, a Minsk si negozia ma posizioni restano distanti

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Ucraina, a Minsk si negozia ma posizioni restano distanti

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Mentre nell’Ucraina orientale si combatte, a Minsk, capitale della Bielorussia, si esplora la possibilità di una tregua. Un’eventualità che appare ancora remota, tanto più che Kiev non ha inviato negoziatori ufficiali e i ribelli filorussi pongono condizioni difficilmente accettabili.

Andrei Purgin, vice premier dell’auto-proclamata repubblica di Donetsk, spiega che al prossimo incontro si entrerà nelle questioni specifiche: si parlerà quindi della possibilità di un cessate il fuoco e di un eventuale scambio di prigionieri.

In attesa del prossimo round, che si terrà venerdì, a Kiev il presidente ucraino Petro Poroshenko ha ricevuto il senatore statunitense Robert Menendez, al quale ha manifestato le proprie inquietudini.

“Se la Russia vuole risolvere questa crisi – ha detto Menendez – deve smetterla di invocare il dialogo con i leader separatisti di Donetsk e Luhansk, e deve invece iniziare a parlare con il governo ucraino. E’ la Russia che ha soffiato sul fuoco fin dall’inizio, sono le sue truppe che hanno invaso il territorio ucraino, sono le sue armi che hanno ucciso soldati ucraini e i suoi sforzi che hanno provocato questa situazione”.

Per rinunciare alle rivendicazioni separatiste, i ribelli filo-russi reclamano uno status speciale per le loro regioni, che consenta loro di gestire la sicurezza, nominare i magistrati e commerciare con l’Unione doganale capitanata dalla Russia. Vogliono infine un’amnistia generalizzata.