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Scambio di prigionieri fra Ucraina e Russia

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Scambio di prigionieri fra Ucraina e Russia

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È avvenuto all’alba di domenica. Dieci paracadutisti russi, catturati una settimana fa dai militari di Kiev, sono rientrati in patria.

I russi non avevano insegne e Mosca ha detto che avevano sconfinato per errore, non si tratterebbe nemmeno di paramilitari.

“I negoziati sono stati difficili, ma alla fine ha prevalso il buon senso è tutto è finito bene. La cosa più importante è che i nostri ragazzi siano tornati a casa”, ha detto un portavoce dell’esercito russo. “Non li abbiamo mai abbandonati. I ragazzi sono stressati com‘è ovvio e avranno bisogno di sostegno medico e psicologico”.

Ma le cose ai media ucraini sembrano più complicate: se erano russi perché non avevano insegne?

Mosca, in cambio, ha lasciato che 63 soldati ucraini tornassero a casa. I militari di Kiev erano stati fatti prigionieri quando sono entrati in territorio russo, mercoledì scorso, per sfuggire ai combattimenti nell’est dell’Ucraina fra l’esercito e i ribelli filorussi anche se in passato era stato aperto un corridoio umanitario e gli ucraini avevano potuto rientrare liberamente sul loro territorio da un altro posto di frontiera. Non questa volta.