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Russia-Ucraina: buone intenzioni e pochi fatti nel vertice di Minsk

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Russia-Ucraina: buone intenzioni e pochi fatti nel vertice di Minsk

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Protagonisti, sotto gli occhi di Chaterine Ashton, di una stretta di mano carica di tensione al vertice di Minsk, in Bielorussia, il Presidente russo Vladimir Putin e quello ucraino Petro Poroshenko sembrano convenire sull’evidenza che una soluzione alla crisi nell’Est dell’Ucraina potrà essere soltanto politica e non militare.

Ma di risultati concreti non ce ne sono stati se non la proposta tutta da definire di una road-map per arrivare all’accordo tra Kiev e ribelli filo-russi.

“Abbiamo raggiunto un accordo per l’avvio di un gruppo di contatto a 3, Russia, Ucraina, Unione Europea, e speriamo di arrivare a breve alla liberazione delle persone tutt’ora tenute in ostaggio” ha detto Poroshenko.

Secondo Kiev oltre 460 persone sono nelle mani dei ribelli del Donbass. Putin ha dal canto suo minimizzato la cattura, da parte dell’esercito di Kiev, di soldati russi in territorio ucraino e ha espresso la volontà di avviare al più presto un processo di pace.

“Abbiamo parlato della necessità di fermare il bagno di sangue al più presto” ha detto Putin “della necessità di arrivare ad una soluzione politica per la totalità dei problemi che l’Ucraina affronta nel Sud-Est. Da parte sua la Russia farà il possibile per appoggiare, se sarà avviato, un processo di pace che siamo convinti debba partire al più presto”.

Il Capo del Cremlino ha inoltre assicurato di aver ottenuto da Poroshenko il via libera per l’invio di aiuto umanitario nella regione di Lugansk.

“Una discussione lunga e complessa quella di Minsk” dice la nostra inviata Angelina Kariakina “che non ha portato alcuna soluzione concreta alla crisi in Ucraina. Tuttavia dovrebbero partire a breve una serie di discussioni, forse anche dirette, tra Ucraina e Russia”.