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MO: la tregua per ora regge e i residenti tornano a casa a Gaza

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MO: la tregua per ora regge e i residenti tornano a casa a Gaza

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Hanno caricato le poche cose rimaste su un carretto per tornare nelle loro case, o in quello che ne è rimasto dopo settimane di combattimenti. Migliaia di residenti di Gaza hanno lasciato l’edificio delle Nazioni Unite dove avevano trovato rifugio per rientrare nella Striscia. L’ONU stima che fino a cinquecentomila palestinesi abbiano dovuto andarsene a causa del conflitto. Oltre ventimila le abitazioni rese inagibili.

A Beit Lahiya, nel nord della Striscia, un negoziante mostra preoccupazione. “La guerra non piace a nessuno. Dovrebbe esservi la pace per tutti. Dovrebbero trovare una soluzione concreta. Non vogliamo subire una guerra ogni anno, ogni due anni, ogni quattro anni. Devono trovare una soluzione concreta in modo da permetterci di vivere e lavorare. Come vedete, la guerra è arrivata dopo che avevamo ricostruito. Due anni dopo, tutto è distrutto di nuovo”.

Tra i punti dell’accordo per il cessate il fuoco c‘è l’apertura del valico di Rafah che collega l’Egitto con la Striscia, oltre all’apertura di altri valichi da parte di Israele per permettere il transito di materiale da costruzione e convogli di aiuti umanitari. La tregua prevede tra le altre cose che Israele fermi tutte le operazioni militari di aria e di terra nella Striscia e che Hamas non lanci razzi contro lo Stato ebraico.

Su questo punto, alcuni residenti di Gerusalemme mostrano scetticismo. “Se il cessate il fuoco funziona davvero e la situazione resta tranquilla, se Hamas non è in grado di riarmarsi e si fa qualcosa per demilitarizzarla, allora credo sia una cosa positiva – dice una donna -. Credo che tutti siano stanchi. C‘è bisogno di una tregua e di ritornare alla normalità”.

L’accordo mediato dall’Egitto implica la fine indefinita delle ostilità, nelle quali sono morti oltre 2.100 palestinesi, in gran parte civili, e una sessantina di soldati israeliani, oltre a sei civili. Le parti inizieranno tra un mese nuove trattative, con alcuni nodi finora mai sciolti.