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L'industria vinicola della Napa Valley fa i conti con il dopo-sisma

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L'industria vinicola della Napa Valley fa i conti con il dopo-sisma

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Due giorni dopo il terremoto di magnitudo 6.1 che ha colpito il nord della California, le aziende vinicole della Napa Valley fanno la conta dei danni.

La regione, famosa per i suoi Cabernet, Pinot nero e Chardonnay, dà lavoro a migliaia di persone, le quali lunedì si sono lanciate in una corsa contro il tempo per cercare di recuperare parte del vino fuoriuscito dalle botti distrutte.

“È stato un evento terribile. Ci sono alcuni danni significativi…”, dice Raul Gopez dello Smith Anderson Wine Group. “Il fatto è che, il valore monetario degli inventari, quello si può sostituire. Ma alcuni dei nostri vini fanno parte di collezioni”, aggiunge.

I danni coperti dalle polizze potrebbero toccare un totale di 2 miliardi di dollari. La maggior parte delle case residenziali non era assicurata, dicono gli esperti: gran parte dei crediti saranno reclamati proprio dall’industria vinicola.

“Abbiamo perso la fornitura d’acqua a causa della spaccatura di una tubatura”, testimonia Dave Graves, co-fondatore delle cantine Saintsbury. “E abbiamo perso molti vini del nostro catalogo. Probabilmente avremo perso circa 500 bottiglie, alcune delle quali insostituibili, che sono cadute e si sono spaccate”.

Qualcuno prova a vedere il lato positivo: non ci sono state vittime e, nonostante i danni agli edifici, il tempismo del sisma ha evitato un impatto eccessivo sugli affari. La terra ha tremato infatti dopo che la maggior parte dell’annata 2013 era stata spedita ma prima della maturazione dell’uva.