ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Grecia: una tomba avvolta nel mistero

Lettura in corso:

Grecia: una tomba avvolta nel mistero

Dimensioni di testo Aa Aa

È la tomba antica più vasta mai scoperta in Grecia, una coppia di sfingi senza testa sorveglia il suo ingresso. È situata nel sito di Anfipoli, nel nord-est del Paese, a circa 100 chilometri da Salonicco. L’epoca della tomba sembra essere quella di Alessandro Magno, il periodo per gli scienziati è compreso tra il 325 e il 300 a. C. Un muro di circa 500 metri circonda l’intero sito. Gli scavi hanno portato alla luce una rampa di tredici scalini che porta a un grande percorso di quattro metri e mezzo di larghezza.

Il mistero avvolge questo sito funerario: chi vi è sepolto? Gli archeologi sono al lavoro per trovare una risposta, le informazioni raccolte fino a ora fanno pensare a un alto ufficiale macedone. Un mistero che ha affascinato anche il primo ministro greco: ‘‘Siamo chiaramente di fronte a una scoperta significativa. La Macedonia continua a sorprenderci, rivelandoci i tesori che la compongono, tessere del mosaico unico che rappresenta la nostra storia,” ha detto Antonis Samaras.

Dopo due anni di scavi, gli archeologi hanno iniziato a perlustrare l’ingresso del sito funerario per svelare l’identità di chi vi ha trovato sepoltura.

Messico: Chichén Itzá sotto la lente delle nuove metodologie di indagine geoelettrica

Gli studiosi dell’Istituto di Geofisica dell’Università Nazionale Autonoma del Messico stanno per esplorare il terreno del tempio di Kukulkan di Chichén Itzá, il sito archeologico Maya più famoso dello Yucatán, nominato dall’Unesco Patrimonio Mondiale. Per trovare tunnel e siti funerari si avvalgono della ‘‘Tomografia della Resistività Elettrica’‘ (ERT), tra le più recenti metodologie di indagine geoelettrica.

“Il primo passo è dimostrare se una struttura del genere esiste o no sotto la piramide. Questa scoperta potrebbe essere molto importante per l’archeologia messicana,” spiega Rene Chancez, ricercatore in geomagnetismo dell’Università Nazionale Autonoma del Messico.

La tomografia elettrica utilizza la propagazione della corrente elettrica continua nel sottosuolo.

“Cosa succede se invece di studiare la piramide nella stessa zona dove è collocata nel terreno, alziamo i nostri sensori? E invece di fare luce nel sottosuolo, la facciamo sulla piramide? Questo sarebbe un passo molto importante,” dice Juan Esteban, ricercatore in geomagnetismo dell’Università Nazionale Autonoma del Messico.

Gli scienziati esploreranno l’area archeologica di Chichén Itzá nei prossimi mesi con 200 chili di attrezzatura.

“Quello che troveremo e i risultati che otterremo apriranno uno spiraglio per studiare altre aree archeologiche o altre piramidi sempre in Messico, analizzate con lo stesso metodo,” sottolinea Andre Tejero, ingegnere geofisico dell’Università Nazionale Autonoma del Messico.

Le piramidi mesoamericane costituiscono un elemento importante dell’antica architettura locale, erano concepite come ‘‘edifici per i vivi’‘ e per questo costruite nelle città come parte integrante di un percorso sacro.

Insieme agli Aztechi e agli Inca, i Maya sono i maggiori rappresentanti dell’evoluzione culturale delle società precolombiane. Stanziati anticamente nell’America Centrale, occupavano l’odierno sud del Messico, il Guatemala, il Belize e parte dell’Honduras.