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Pianoforte in Braille: la rivoluzione del 3D

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Pianoforte in Braille: la rivoluzione del 3D

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L’amore per la musica può tutto. Lo sa bene la sudcoreana Yeaji Kim, non vedente da quando aveva tredici anni. Venti anni dopo, suona il pianoforte con grande talento anche grazie a spartiti musicali in Braille che ha trasposto in 3D.

L’idea del 3D, sviluppata nell’ambito della sua tesi di dottorato all’università del Wisconsin, serve a visualizzare sullo spartito anche le pause o la diteggiatura. Il formato Braille non tiene, infatti, conto di tutti gli aspetti che compongono un’esecuzione musicale, oltre le note. ‘‘La mia speranza è che questa partitura possa aprire altre porte ai giovani con disabilità visiva,’‘ dice la pianista.

La strada da fare è ancora lunga dato che oggi meno del 15% della musica è stato trascritto nella lingua per non vedenti e anche quella disponibile non è di facile comprensione.

‘‘I bambini non vedenti che studiano il pianoforte non hanno a disposizione molti materiali didattici’‘, spiega Jessica Johnson, docente di ‘‘Pianoforte e pedagogia musicale’‘ presso l’Università del Wisconsin. ‘‘Non ci sono molte partiture in Braille per imparare la musica, in particolare il pianoforte. Questo sistema rivoluzionerà l’apprendimento’‘.

Yeaji Kim vuole riuscire a codificare tutti gli aspetti dello spartito in formato Braille 3D. Per perfezionare il sistema, Yeaji Kim ha lanciato anche una raccolta fondi. Il suo ambizioso obiettivo è semplificare e ampliare l’accesso e l’uso della musica ai non vedenti.