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Pentagono rivela: a luglio fallito blitz in Siria per liberare Foley e Sotloff

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Pentagono rivela: a luglio fallito blitz in Siria per liberare Foley e Sotloff

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Non è stato l’uso delle armi chimiche in Siria ma la decapitazione del fotoreporter James Foley a tracciare la “linea rossa” che ora per il Presidente americano Barack Obama è stata necessariamente oltrepassata.

Gli Stati Uniti, che ormai hanno dichiarato guerra agli estremisti dello Stato Islamico, rivelano che a inizio luglio era stata condotta un’operazione speciale in Siria per cercare di liberare Foley, il giornalista Steven Joel Sotloff e altri americani ancora nelle mani degli jihadisti.

Un blitz che non ha ottenuto il risultato sperato e del quale il Pentagono non rivela i dettagli. Intanto la famiglia di James Foley è stata ricevuta da Obama.

“Abbiamo appena incontrato il Presidente che ci ha messo al corrente del tentativo fatto dall’amministrazione, cosa che non sarebbe stata possibile render nota prima” ha detto la madre, Diane Foley. “Noi apprezziamo che ci sia stata la volontà di tentare, lo abbiamo ringraziato, ma abbiamo sottolineato che si possano prendere in considerazione altre vie in modo che Steven e gli altri siano risparmiati”.

Nel video dell’omicidio di Foley i militanti islamici si dicono pronti a giustiziare anche Sotloff se i raid americani non si fermano. Intanto il Regno Unito è a sua volta impegnato nelle indagini per studiare quelle immagini e tentare di identificare il carnefice.

“Non abbiamo ancora identificato il responsabile, l’individuo che appare nel video” ha detto il Premier britannico David Cameron “ma dagli elementi che abbiamo potrebbe essere un cittadino britannico. Un fatto per noi profondamente scioccante, anche se sappiamo bene che tanti nostri concittadini sono partiti in Iraq e in Siria per unirsi agli estremisti”.

Allo stadio attuale i militanti islamici stranieri,spesso occidentali, partiti in Siria ed Iraq per la jihad sarebbero almeno 3.000. Il numero complessivo dei combattenti dello Stato Islamico, finora ampiamente sottostimato, sarebbe superiore alle 10.000 unità nei due Paesi.