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India: addio al guru dello yoga B.K.S. Iyengar "il corpo è il mio tempio"

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India: addio al guru dello yoga B.K.S. Iyengar "il corpo è il mio tempio"

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Il guru indiano dello yoga, BKS Iyengar, è morto mercoledì all’età di 95 anni nella città di Pune, in India.

“Il corpo è il mio tempio” è probabilmente la frase che riassume un’intera esistenza

“Ho vissuto una vita grandiosa”: queste sono state le ultime parole di uno dei maestri che più hanno contribuito alla diffusione dello yoga nel mondo.

A differenza di altri che non hanno esitato ad incamminarsi sulla strada della celebrità, come Sai Baba ribattezzato il “guru dei vip” per il gran numero di personalità che gli si sono avvicinate, Iyengar si è guadagnato una notorietà internazionale, basata sul rispetto e sulla competenza, doti che hanno spinto nel 2004 il settimanale Time ad inserirlo fra le 100 personalità più influenti al mondo.

Fra i suoi adepti niente star del cinema o della tv, o magnati benestanti, ma celebrità dello sport come il campione di cricket indiano Sachin Tendulkar, e soprattutto personaggi della cultura quali lo scrittore britannico Aldous Huxley, o il violinista nato negli Usa Yehudi Menuhin. Quest’ultimo fu letteralmente folgorato dall’incontro con il Maestro, di cui rimase amico per decenni, accettando anche di scrivere l’introduzione al volume ‘Light on Yoga’ del 1966 che è stato tradotto in 19 lingue ed ha venduto oltre tre milioni di esemplari.

Rigoroso e metodico, fin da giovane fu convinto della necessità di creare una tecnica yoga originale, che avesse le radici nella tradizione, ma che fosse allo stesso tempo scientifica e moderna. Nacque così lo Iyengar Yoga, pratica apprezzata per la precisione dell’esecuzione fisica delle differenti posizioni (asana).

Si tratta di una sorta di Hatha Yoga con molta più enfasi nei dettagli, nella precisione dell’allineamento, nella realizzazione delle posture (asana) e nel controllo della respirazione (pranayama).

Nel corso della sua vita Iyengar ha classificato oltre 200 posizioni classiche di yoga e 14 differenti tipi di pranayama. Pur avendo diffuso il suo metodo yoga in tutto il mondo, Iyengar ha continuato ad operare fino alla sua morte a Pune, nella sua casa convertita in ashram e denominato il Ramamani Iyengar Memorial Yoga Institute (Rimyl).

Tutti gli riconoscono il merito di aver aperto la pratica del suo yoga a tutti, senza tenere conto di classi, caste e religioni. Già ultranovantenne, il guru continuava a praticare due-tre ore di yoga al mattino ed era ancora in grado fino a qualche tempo fa di realizzare per 30 minuti la sirsasana, la difficile posizione sulla testa.

La sua disciplina è insegnata in più di 70 paesi.