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La Polonia lancia la battaglia delle mele contro l'embargo russo


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La Polonia lancia la battaglia delle mele contro l'embargo russo

Una mela al giorno leva Putin di torno. Oggi è questo l’adagio più popolare in Polonia. Il Paese è stato tra i primi, in Europa, a subire le conseguenze dell’embargo decretato da Mosca contro i prodotti agroalimentari dell’Unione: una ritorsione per le sanzioni approvate da Bruxelles e Washington in merito al conflitto in Ucraina.

La Polonia è il primo esportatore mondiale di mele e quello russo è il suo mercato di riferimento, un mercato da oltre 270 milioni di euro nel 2013, secondo i dati forniti dalla Commissione europea.

Di fronte alla prospettiva di veder marcire 670mila tonnellate di mele destinate alla Russia, uomini di spettacolo, politici e giornalisti hanno lanciato una campagna sui social media per incoraggiare i polacchi a sostenere i produttori locali, consumando mele e sidro.

Sebbene la campagna sembri avere successo, il governo di Varsavia stima che le sanzioni russe avranno l’effetto di frenare la crescita del Prodotto interno lordo dello 0,6% quest’anno. Il vice primo ministro, Janusz Piechocinski, ha auspicato che il braccio di ferro con Mosca spinga gli agricoltori polacchi a trovare altri mercati. “La Russia – ha detto – è sempre stata una cliente lunatica”.

La guerra delle sanzioni sta avendo conseguenze anche in alcune parti della Russia, specie a San Pietroburgo, dove i prezzi dei prodotti alimentari sono aumentati del 10%, aggravando una tendenza inflazionistica che era emersa anche prima del contenzioso con Europa e Stati Uniti sulla crisi in Ucraina.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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