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Atene 2004: quelle strutture "da sogno" andate in rovina

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Atene 2004: quelle strutture "da sogno" andate in rovina

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Il presidente del Cio, Jacques Rogge, li definì “giochi da sogno”. 10 anni dopo, delle Olimpiadi di Atene del 2004 restano piscine trasformate in discariche e arene ricoperte di graffiti. Ogni oggetto rimovibile è stato portato via.

I Giochi, che si svolsero tra il 13 al 29 agosto del 2004, erano stati ben organizzati. L’accoglienza della Grecia fu impeccabile per la soddisfazione di atleti e visitatori. Oggi molti di quei luoghi da sogno fanno i conti con la realtà dell’assenza totale di programmazione.

Stella era una dei 47mila volontari impiegati nell’organizzazione delle Olimpiadi. Secondo le promesse, gli edifici avrebbero dovuto servire gli ateniesi per generazioni: “I ricordi più forti sono i sorrisi delle persone intorno a me – dice Stella Ntala – Non dimenticherò mai quanto ci sentimmo orgogliosi nel 2004. Avevamo la speranza di un futuro migliore, ci illudemmo che la Grecia sarebbe diventata migliore grazie ai giochi”.

A differenza di altre città olimpiche che hanno usato strutture prefabbricate, Atene ha scelto di erigere edifici permanenti che servivano solo gli interessi dei costruttori.

“C’era un piano per l’utilizzo di ogni sede – ricorda Kostas Kartalis, segretario generale di Atene 2004 e già ministro della Cultura – Dopo il 2004, il governo seguente scelse di non eseguirli per meri interessi politici. In generale, abbiamo perso lo slancio. La Grecia non è riuscita a mantenere vivo lo spirito dei Giochi. Ecco perché alcuni spazi sono stati abbandonati”.

Uno spreco notevole, visto il costo levitato – soprattutto causa lavori in ritardo – a nove miliardi di euro circa, un buco che secondo molti ha avuto un ruolo anche nella crisi economica che ha devastato la Grecia dal 2008 in poi. Un’accusa però respinta dal Comitato olimpico greco.

“Chi dice che i Giochi olimpici sono responsabili della crisi economica, deve essere stato un pessimo studente di matematica – sostiene Stratos Safioleas, portavoce di Atene 2004 – L’investimento per le Olimpiadi del 2004 è stato di 8 miliardi di euro (9 miliardi, ndr). Nel 2009, il debito greco era di circa 320 miliardi di euro”.

Molti luoghi sono stati chiusi con reti di recinzione e cancellate. Le piscine sono vasche di fango. “Le olimpiadi tornano a casa”, fu lo slogan dei Giochi del 2004 e oggi di quella casa non restano che immagini spettrali. Unica consolazione: il villaggio olimpico dell’antica Olimpia resiste all’uomo.

“Nel 2004, la Grecia vinse la battaglia. Dieci anni dopo, sembra che il paese abbia perso la guerra – conclude il giornalista di euronews, Apostolos Staikos – L’orgoglio nazionale ha lasciato il posto alla delusione e alla rabbia. Ma ancora ora, l’utilizzo delle sedi olimpiche potrebbe contribuire ad uscire della crisi”.