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Donetsk agli sgoccioli. Emergenza acqua e popolazione in fuga

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Donetsk agli sgoccioli. Emergenza acqua e popolazione in fuga

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Acqua agli sgoccioli ed elettricità a singhiozzo. L'allarme dell'ONU si misura ormai nella corsa ai supermercati di Donetsk: il protrarsi delle ostilità sta costringendo l’est dell’Ucraina a una vera battaglia per la sopravvivenza. “Bisogna intervenire subito – è l’appello delle Nazioni Unite – la situazione sta precipitando”.

“Le cisterne sono ormai vuote – racconta un uomo, che sta caricando diverse casse d’acqua nella sua auto -. Siamo costretti a rifornirci nei supermercati perché di acqua, nei negozi, non se ne trova già più”.

Nel dramma ci sono poi anche tassisti che si improvvisano fattorini. “Degli anziani mi hanno chiesto di portar loro dell’acqua – racconta dal parcheggio di un supermercato – ed è per questo che sono qui”.

Chi può cerca però di fuggire dalle violenze. In oltre 115.000, secondo i conteggi delle Nazioni Unite, hanno finora trovato rifugio nella stessa Ucraina.

Per molti altri il viaggio della speranza si ferma invece appena al di là del confine russo. L’ironia della sorte vuole che anche qui siamo a Donetsk: paradossale omonimia, per molti emblema di un conflitto che bollano come assurdo.

“Questa non è la mia guerra – dice un uomo, scuotendo il capo -. Non l’ho voluta io come non l’hanno voluta mia madre, i miei bambini né il resto della mia famiglia. Ci siamo lasciati tutto alle spalle e con ogni probabilità non ritroveremo più niente”.

“Mia sorella vive a Sochi – racconta una giovane -. E’ lì che voglio andare. O almeno provarci. Sogno un lavoro e una vita tranquilla, in attesa che tutto finisca. Se mai finirà”.

Ridisegnare la carta geografica è qui una preoccupazione lontana. Fra i 700.000 ucraini che finora hanno lasciato il Paese la prorità è ricostruire un simulacro di normalità, dai confini ancora molto sfumati.