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Israele abbatte le case dei rapitori dei tre ragazzini uccisi in giugno

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Israele abbatte le case dei rapitori dei tre ragazzini uccisi in giugno

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A poche ore dalla fine della tregua, la scorsa notte a Hebron, in Cisgiordania, l’esercito israeliano ha demolito due case e ne ha murata una terza: sarebbero quelle di tre appartenenti alla cellula dei rapitori, ritenuti inizialmente membri di Hamas, dei tre teenager israeliani, trovati morti dopo 18 giorni di ricerche nel giugno scorso. Un loro legame con Hamas, tuttavia, ora non viene menzionato. Tutto era partito da lì, dall’uccisione dei tre adolescenti israeliani e dal conseguente omicidio di un ragazzino palestinese. La tensione tra Tel Aviv e Hamas, in un continuo crescendo, era così sfociata nel conflitto ancora in corso.

Il cessate il fuoco è previsto per la mezzanotte di lunedì. Israele intanto ha cominciato a dispiegare le truppe lungo i confini di Gaza. Mentre continuano i negoziati al Cairo alla ricerca di una fine delle ostilità definitiva, il bilancio dei morti palestinesi ha superato i 2000.