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Francia, caccia ai rapinatori del principe saudita

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Francia, caccia ai rapinatori del principe saudita

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“Un modus operandi inedito”: è più o meno tutto quello che possono dire per il momento gli inquirenti francesi sulla spettacolare rapina al convoglio di un principe saudita, avvenuta in serata a Parigi.
Gli assalitori erano a quanto pare molto ben informati e preparati: hanno seguito a bordo di due vetture i dodici veicoli del principe, sin dal momento della partenza dall’ambasciata saudita.
Poi, una volta giunti in periferia, hanno bloccato la prima vettura, minacciando l’autista con dei kalashnikov, si sono impossessati dell’auto per poi rilasciarne gli occupanti, tre sauditi, qualche chilometro più in là. L’auto è stato ritrovata bruciata insieme a una delle BMW usate per l’attacco.

“L’operazione è durata appena pochi secondi – racconta un sindacalista della polizia -, non è stato sparato un colpo, non ci sono feriti, il che indica che si è trattato di un commando molto ben organizzato e soprattutto ben informato, e con dei complici”.

Non è stato reso noto chi e cosa trasportasse il convoglio: si sa però che nel veicolo preso di mira c’erano documenti diplomatici, dei quali la banda si è impossessata insieme a 250.000 euro in contanti. E l’auto è stata incendiata oltre trentacinque km più in là, a Saint Mesme, non lontano dall’aeroporto Charles De Gaulle.