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In centinaia dicono addio al videoreporter ucciso a Gaza

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In centinaia dicono addio al videoreporter ucciso a Gaza

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La chiesa di Pitigliano non è riuscita a contenere le centinaia di persone accorse a dare l’ultimo saluto a Simone Camilli, il videoreporter di 35 anni ucciso a Gaza dall’esplosione di un ordigno che gli artificieri cercavano di disinnescare. “Dobbiamo gridare forte una parola di speranza” ha detto il vescovo facendo riferimento alla Palestina dilaniata da un conflitto assurdo. “Sentivi la libertà di poter raccontare” sono le parole pronunciate dalla moglie Ilfa, presente al funerale insieme alla figlia di 3 anni Nur.
Presenti anche i dirigenti dell’Associated Press per cui Camilli lavorava.
“Non conoscevo bene Simone personalmente – ha detto il presidente Gary Pruitt -, ma posso dirvi che osservando il suo lavoro sono certo che lui si sforzasse di raccontare il lato umano della storia in una guerra”.
La salma del giornalista era arrivata a Ciampino giovedì sera. Insieme a Camilli sono morti nell’esplosione il suo interprete e 4 artificieri palestinesi. Ferite altre 4 persone, tra cui un fotografo della stessa agenzia AP.