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Caos politico in Iraq: nominato nuovo premier, ma al-Maliki non vuole farsi da parte

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Caos politico in Iraq: nominato nuovo premier, ma al-Maliki non vuole farsi da parte

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La comunità internazionale l’ha accolta in modo positivo, ma la nomina di un nuovo premier getta l’Iraq in un territorio inesplorato. Il presidente della Repubblica Fuad Masum ha incaricato Haidar al Abadi di formare un nuovo esecutivo che favorisca la riconciliazione con la comunità sunnita.

La decisione rappresenta una svolta dopo un mese di stallo, apre però scenari difficili da prevedere, con Nuri al-Maliki tutt’altro che incline a cedere il potere all’ex alleato di partito. Il premier sciita uscente – che rivendica un terzo mandato – minaccia azioni legali, dopo avere parlato di violazione della Costituzione. Costituzione che ora prevede trenta giorni di tempo per la formazione del nuovo esecutivo.

Da Baghdad a Martha’s Vineyard, in Massachusetts – dove sta trascorrendo le vacanze – il presidente degli Stati Uniti ha commentato così gli ultimi sviluppi in Iraq: “Questa nuova leadership irachena ha un compito difficile – ha detto Barack Obama -. Deve riconquistare la fiducia dei suoi cittadini con un governo inclusivo e dimostrando la propria volontà. Gli Stati Uniti restano pronti a sostenere un governo che si occupi dei bisogni e dei problemi di tutti gli iracheni”.

Così come sul versante politico, anche sul terreno regna il caos. Fonti statunitensi hanno fatto sapere che Washington – che esclude coinvolgimenti nella nomina di Abadi – ha iniziato ha fornire armi ai peshmerga curdi, impegnati nella lotta contro i jihadisti. Ma la loro azione, coadiuvata dai raid aerei statunitensi non impedisce per ora ai fondamentalisti islamici di continuare a conquistare terreno.

Sempre più ong si stanno intanto mobilitando per l’emergenza umanitaria.