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Atene 2004: dieci anni dopo, le rovine dei fasti olimpici

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Atene 2004: dieci anni dopo, le rovine dei fasti olimpici

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Esattamente dieci anni fa, ad Atene si aprivano i XXVIII Giochi Olimpici Estivi. Due settimane di festa e sfarzo. ‘‘E’ un grande investimento che mostrerà i suoi frutti nel futuro’‘, diceva l’allora Ministro dell’Economia George Alogoskoufis. Ma non sapeva che non sarebbe proprio andata cosi’.

La maggior parte delle strutture utilizzate 10 anni fa, oggi sono in degrado. Stadi, piscine e arene trasformati in discariche, semi distrutti, pieni di sterpaglie. Abbandonati a loro stessi, insomma.
Un enorme spreco per tanti: nove miliardi di euro circa. Un ‘buco’ che, per i critici, ha avuto un ruolo anche nella crisi economica, che ha messo poi in ginocchio la Grecia.

“La legge olimpica che aiuto’ a costruire velocemente queste strutture non si assicuro’ che il governo avesse i giusti permessi e compisse i passi necessari, perchè queste strutture venissero utilizzate adeguatamente anche dopo i Giochi”, ha spiegato Spyros Capralos, Presidente del Comitato Olimpico Ellenico.

Poche inoltre sono le infrastrutture urbane che hanno migliorato Atene, come la nuova linea di metropolitana leggera a cielo aperto, che conduceva dal centro al Pireo.

“Il CIO oggi si preoccupa molto dell’eredità post-olimpica delle città” ha dichiarato Stratos Safioleas, portavoce internazionale ad Atene 2004. “Il CIO presta molta attenzione all’impatto che le Olimpiadi provocano sulle città e sui Paesi ospitanti l’evento. E, di solito, questo porta alla creazione di nuove infrastrutture, perchè i Giochi servono proprio a questo: a creare infrastrutture sportive e non solo”.

Non tutti i siti olimpici sono fortunamente delle cattedrali nel deserto. Alcuni sono stati trasformati, come l’ex Broadcast Center, che oggi è un centro commerciale e l’arena del badminton, diventata un teatro. Buone idee, ma non dal punto di vista degli sportivi greci.