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Embargo russo ai prodotti Ue, Bruxelles pensa a contromisure

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Embargo russo ai prodotti Ue, Bruxelles pensa a contromisure

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Non hanno varcato il confine tra Finlandia e Russia. I camion europei contenenti i prodotti alimentari finiti nella lista di quelli sotto embargo, e non lo varcheranno per i prossimi dodici mesi.

Una misura drastica quella scelta da Mosca come risposta alle sanzioni economiche approvate da Washington e Bruxelles.

Ma quali ripercussioni avrà l’embargo all’esportazioni europee? Per Christian Schmidt il ministro dell’agricoltura tedesco molto poche. “Le sanzioni sono rivolte contro il mercato tedesco” ha dichiarato
“Ma non avranno l’effetto previsto. Questo perché la Russia già negli ultimi sei mesi si è comportata come un cliente molto volubile e i dati sull’esportazioni di carne e latte sono già diminuiti molto”.

Se la Commissione Ue stima in 5,2 miliardi di euro i danni, alcuni consumatori credono che l’embargo possa tradursi in un abbassamento dei prezzi delle merci. Come un residente di Atene che spiega:“I prodotti costeranno meno. A rimetterci saranno i produttori, che non riusciranno a guadagnare quanto ora. Questo è l’unico problema. Ma in città si compreranno prodotti ortofrutticoli più economici”.

Le importazioni russe riguardano oltre il 40% degli alimenti consumati: in particolare, il 65% della verdura, il 50% dei formaggi, il 25% delle carni bovine e il 26% di quelle suine. I consumatori russi dovranno abituarsi a una scelta limitata d’ora in avanti. “Credo il governo abbia agito nel modo giusto” confida una consumatrice russa“E’ ora che i nostri produttori lavorino in modo da renderci autonomi, così compreremo soltanto prodotti locali”.

Mentre Mosca guarda verso l’Asia e la Nuova Zelanda per rifornire i propri supermercati, Bruxelles ha già attivato una task force per valutare il reale impatto dell’embargo deciso da Mosca. Non sono escluse nuove contromisure.