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Ucraina, segretario Nato in visita a Kiev: "Mosca lasci la frontiera"

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Ucraina, segretario Nato in visita a Kiev: "Mosca lasci la frontiera"

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Il centro di Donetsk per la prima volta sotto le bombe. In precedenza concentrati in periferia, giovedì gli scontri si sono estesi al cuore della città ucraina controllata dai separatisti. Colpite alcune loro basi, una delle quali si trovava accanto a un ospedale, anch’esso finito sotto i tiri d’artiglieria. Un paziente è morto, altri cinque sono rimasti feriti.

Sul piano politico, a Donetsk, il russo Alexandr Borodai,primo ministro autoproclamato, ha rassegnato le dimissioni. Lascio il posto a un ucraino, ha detto. Ma resterà vice.Alexandr Borodai: “Come forse sapete, io vengo da Mosca. Credo che la Repubblica popolare di Donetsk, il Donbas, debba essere guidato da qualcuno che sia nativo di qui”.

L’esercito ucraino si prepara a sferrare l’assalto finale per riprendersi Donetsk e Luhansk, la conferma è arrivata dal massimo organismo statale in materia di difesa. Nella stessa giornata un caccia dell’esercito è stato abbattuto vicino Donetsk. Andriy Lysenko, portavoce del consiglio per la sicurezza e la difesa nazionale: “stiamo effettuando operazioni preparatorie per la liberazione delle nostre città di Donetsk e Luhansk”.

Mentre a est l’offensiva dell’esercito si intensifica, a Kiev il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, ha annunciato il rafforzamento della cooperazione militare con l’Ucraina. E ha invitato Mosca a non utilizzare il mantenimento della pace come pretesto per fare la guerra.

“Questa visita si è svolta mentre si parla della possibilità di un’invasione da parte della Russia e della possibilità di una cosiddetta “operazione di peacekeeping” nel Donbas”, afferma Volodymyr Fesenko, analista politico. “Rasmussen ha lanciato un chiaro messaggio politico a Mosca, non lo fare”.

Del sostegno di Mosca ai ribelli ha testimoniato il capo della missione dell’Osce in visita al posto di controllo russo di Gukovo, dal quale ha visto entrare in Ucraina diversi gruppi di giovani in uniforme.