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Eurozona in affanno: Germania in frenata, Italia a marcia indietro

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Eurozona in affanno: Germania in frenata, Italia a marcia indietro

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Una ripresa dell’Eurozona con il freno a mano tirato. È questo il quadro che la Banca centrale europea si trova dinnanzi al suo vertice d’agosto.

Si parte con la frenata degli ordinativi all’industria tedesca, la più marcata da quasi tre anni a questa parte. Il calo del 3,2% registrato a giugno è l’ultimo di tanti segnali che prefigurano una frenata della locomotiva d’Europa.

A diminuire sono stati soprattutto gli ordini dall’estero, una dinamica che gli analisti spiegano non solo con le tensioni geopolitiche in Ucraina, ma anche con la debolezza degli altri membri del blocco.

E se per Berlino il verdetto nel secondo trimestre dovrebbe essere “stagnazione”, quello per Roma è già arrivato, ed è “recessione”. Chiamiamola anche tecnica, visto il secondo trimestre di segno meno (lo 0,2%) di fila.

Ma tanto la realtà non cambia: il Paese ha urgente bisogno di riforme strutturali. “Vediamo produzione industriale, Pil e prezzi in calo”, ha detto Carlo Sangalli. “E imprese del terziario di mercato che continuano a chiudere”.

Le avvisaglie della battuta di arresto erano arrivate nei giorni scorsi con la polemica tra il presidente di Confcommercio ed il premier Renzi.

Troppo poco il bonus da 80 euro in busta paga per far ripartire i consumi, aveva detto Sangalli, riferendosi all’unica vera misura economica finora implementata dal governo.