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Turchia: İhsanoğlu. Ritratto dell'anti-Erdoğan

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Turchia: İhsanoğlu. Ritratto dell'anti-Erdoğan

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È il candidato del cambiamento alle prossime presidenziali turche. Nominato di comune accordo da repubblicani e nazionalisti, Ekmeleddìn İhsanoğlu è visto come il solo candidato che possa tenere testa a Recep Tayyip Erdoğan, favorito nei sondaggi.

Secondo l’opposizione, İhsanoğlu può erodere parte dell’elettorato dell’attuale primo ministro, grazie alla sua reputazione di intellettuale onesto, di grandi esperienza e capacità.

Nato a Il Cairo nel 1943, ha avuto una brillante carriera accademica. Dal 1980 al 2004 ha guidato il Centro di Ricerche sulla Storia, l’Arte e la Cultura Islamica (IRCICA). Nel 2005 è diventato segretario generale della Organizzazione della Cooperazione Islamica (OIC). La sua nomina è stata sostenuta dall’AKP, il partito di Erdogan, che gradiva il suo profilo conservatore. Oggi quest’aspetto può essere un problema o un vantaggio?

Secondo l’accademico Yunus Emre, autore della recente pubblicazione “L’emergenza della democrazia sociale in Turchia, “bisogna tenre conto del fatto che la società turca è conservatrice; un aspetto che si è rafforzato con l’AKP al potere. Designando, dunque, un uomo come İhsanoğlu, forse si può riuscire ad ottenere i voti dell’elettorato conservatore”.

Uomo di grande cultura e diplomatico, İhsanoğlu è apprezzato in molti ambienti della società turca. È visto come una figura di riconciliazione. In un’intervista a Euronews afferma: “C‘è una tendenza al dualismo, alla polarizzazione e all’alienazione nella nostra società. Questo è causa di problemi in Turchia. La gente vuole continuare a vivere nella pace e nella sicurezza, vuole che la produttività aumenti, vuole essere felice. Per questo dobbiamo restituire serenità alla gente. Ciò può essere fatto mettendo fine alle politiche che promuovono le divisioni a favore di quelle inclusive “.

Per la prima volta il presidente della Turchia verrà eletto a suffragio universale. Secondo alcuni Erdoğan potrà approfittare di questa situazione per dare avvio ad una riforma che dia più poteri al presidente.

İhsanoğlu è assolutamente contrario. “Sono per un sistema parlamentare e ritengo che in questo modo debba essere governata la Turchia. È un sistema che esiste sin dalla nascita della repubblica… E anche in epoca ottomana… Durante la seconda riforma costituzionale del 1908, il Sultano ha dovuto trasferire i suoi poteri al primo ministro. Da allora abbiamo questo sistema; naturalmente può essere rivisto, ma conferire tutti i poteri al presidente provocherà solo caos nel sistema statale. La Turchia non può accettarlo”, dichiara ancora al corrispondente di Euronews.

İhsanoğlu contesta al suo avversario anche la gestione della politica estera. Ad esempio per come si è arrivati alle attuali relazioni con l’Egitto, con cui la Turchia ha rapporti burrascosi dopo la caduta di Mohamed Morsi, per via della vicinanza tra il partito di Erdogan e i Fratelli Musulmani.

“La politica estera turca è più importante delle ideologie personali e non può essere influenzata da queste. La Turchia è un grande Stato. Deve avere non solo relazioni con il Medio Oriente e il mondo islamico, ma anche con l’Europa, il Caucaso, la Russia, l’Asia Centrale, l’Estremo Oriente e gli Stati Uniti. Il Paese ha bisogno di costruire relazioni migliori con il mondo. Questo può avvenire attraverso il rispetto reciproco, conciliando gli interessi di tutti. La Turchia non deve danneggiarsi inseguendo sogni e avventure. Il nostro compito è quindi quello di servire il Paese e normalizzare la situazione della politica estera. Non possiamo sacrificare la politica estera turca ai capricci personali”, conclude İhsanoğlu.

In Turchia l’anti-Erdoğan delle presidenziali turche del 2014, non è un volto molto familiare e non si è mai lanciato nell’agone politico. Questi sono punti di debolezza che potrebbero penalizzarlo.