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Tregua a Gaza: i palestinesi ritornano nelle loro abitazioni distrutte

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Tregua a Gaza: i palestinesi ritornano nelle loro abitazioni distrutte

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La tregua si traduce per gli abitanti di Gaza in un viaggio di ritorno verso le loro case distrutte. I bombardamenti hanno ridotto ampie zone della Striscia in un cumulo di macerie, nella città di Beit Hanoun i civili palestinesi cercano di recuperare quello che resta delle loro vite. ‘‘Perché hanno fatto questo alle nostre case, dov‘è il mondo intero? Non abbiamo bisogno di nessuno, siamo liberi e il nostro sangue farà nascere una nazione libera, ‘‘dice Ferial Abu Kaws, una donna residente a Beit Hanoun.

1.865 palestinesi morti, 9.400 feriti, 3000 abitazioni distrutte: questo il computo tragico di 28 giorni di ostilità.

Gaza ha dato l’ultimo saluto a due dei nove bambini, uccisi una settimana fa, mentre giocavano nel campo profughi di Shati, a nord, colpito dai missili.

Tornare alla normalità è difficile, gravi i danni alle attività commerciali come la pesca, uno dei settori più importanti insieme all’agricoltura e all’allevamento. Israele ha aperto il fuoco anche contro le imbarcazioni. ‘‘Ci sono ancora i pesci, ma Israele ha distrutto i pescherecci. I pescatori sono forse combattenti della resistenza? Se Israele non riesce a trovare gli aderenti di Hamas perché sfoga la rabbia contro i civili?” dice Khaled Abu Amira, un pescatore.

I pescatori tornano in mare e provano a far ripartire il mercato ittico, già penalizzato dal blocco imposto da Israele sulla Striscia di Gaza.