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Dura condanna Onu per vittime nella scuola. Nuovi raid nella notte

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Dura condanna Onu per vittime nella scuola. Nuovi raid nella notte

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Nessun luogo per ripararsi dal fuoco israeliano. Dopo l’ennesima giornata di sangue a Gaza e il bombardamento, ieri, di una scuola delle Nazioni Unite rifugio per i palestinesi, la condanna dell’Onu è durissima. Ma i raid sulla Striscia hanno continuato ad uccidere anche nella notte: almeno 10 le vittime palestinesi. Sulla vicenda della scuola di Rafah l’Onu non ha dubbi:

“Non ci sono prove che ci fossero dei militanti all’interno della scuola, non ci sono prove che militanti lanciassero razzi dall’interno della scuola” dice Chris Gunness, portavoce dell’Unrwa. “In base al diritto internazionale bisogna distinguere tra combattenti e civili. Va adottato un criterio di proporzione. È lecito rischiare di uccidere dei civili?”.

Ora molti degli abitanti della Striscia di Gaza, certi che nemmeno la bandiera delle Nazioni Unite rappresenta più un luogo sicuro, preferiscono tornare alle proprie case, o a quello che ne resta, come questa donna di Beit-Lahiya:

“Non ci sentivamo in pace o al sicuro nelle scuole. Abbiamo fede soltanto in Dio, che Dio li possa vendicare: mi hanno ucciso due figli, il grande e il piccolo che non aveva ancora 25 anni”.

Dall’inizio dell’offensiva israeliana, 4 settimane fa, sono almeno 1.830 le vittime palestinesi; 64 i soldati israeliani uccisi nel conflitto.