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Ciclismo: riaperto il ''caso Pantani'', il Pirata sarebbe stato ucciso

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Ciclismo: riaperto il ''caso Pantani'', il Pirata sarebbe stato ucciso

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Arriva come un fulmine a ciel sereno la notizia della riapertura dell’indagine sul “caso Marco Pantani”. Dopo 10 anni, la voce della famiglia dell’ex ciclista è stata ascoltata. Il Pirata, trovato morto nel febbraio del 2004 nella stanza di un residence di Rimini, sarebbe stato ucciso.

A far aprire nuovamente il caso è stata la perizia medico legale, eseguita per conto della famiglia, nella quale si evidenzia come “le ferite sul corpo di Pantani non sono autoprocurate, ma opera di terzi”.

Antonio De Rensis, legale famiglia Pantani: “E’ stato un lavoro molto faticoso. Aprire una nuova indagine non è mai facile e il fatto che quest’indagine si sia riaperta, pur essendo l’inizio di un cammino, è sicuramente un elemento che ci dà ancora piu’ forza, per continuare la ricerca della verità. Il pm è molto serio, giovane, ma molto serio e noi abbiamo un’enorme fiducia”.

Secondo l’esposto presentato alla procura di Rimini dall’avvocato De Rensis, l’ex ciclista non sarebbe morto per un’overdose, ma venne picchiato e costretto a bere la cocaina, da qualcuno che conosceva. Tra le prove riviste, il fatto che Pantani quella sera abbia chiamato due volte la reception, chiedendo l’intervento dei carabinieri.