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Libia: guardie di frontiera tunisine respingono egiziani in fuga

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Libia: guardie di frontiera tunisine respingono egiziani in fuga

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Ancora tensioni alla frontiera con la Tunisia: alcuni lavoratori egiziani in fuga dalla Libia sono stati respinti con gas lacrimogeni e spari in aria dalle guardie tunisine mentre tentavano di entrare con la forza nel Paese, stanchi delle
lunghe code al confine di Ras Jdir.

Giovedì due loro connazionali erano stati uccisi dalle guardie libiche, dopo che invece ad altri 350 era stato permesso di oltrepassare il confine tunisino.

La Tunisia lascia entrare i propri cittadini e i libici, mentre per gli altri concede l’autorizzazione solo su richiesta di rimpatrio dei governi. Alla frontiera sono bloccate circa 6000 persone e Tunisi teme di essere invasa dai rifugiati come nel 2011, durante la guerra che portò alla caduta di Gheddafi.

A tre anni di distanza, gli scontri in corso in Libia da due settimane, soprattutto a Tripoli e a Bengasi, hanno fatto circa 200 morti.

I Paesi stranieri hanno accelerato le operazioni di evacuazione dopo che i combattimenti si sono estesi all’aeroporto di Tripoli. La Grecia ha inviato una fregata per riportare a casa circa 70 suoi cittadini, il personale diplomatico e altre decine di persone di nazionalità cinese, cipriota, britannica e maltese.

Circa 120 italiani hanno lasciato la Libia, ma resta aperta l’ambasciata.