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La Lituania nell'Eurozona

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La Lituania nell'Eurozona

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Dopo aver superato i minuzioni controlli di sicurezza, il team di Euronews riesce a entrare in uno degli edifici meglio protetti della Lituania: la Zecca di Stato.

La situazione si fa seria: la Lituania entrerà nella zona euro. Il vertice dell’Unione europea che si è tenuto in luglio ha preso la decisione finale: Sì. Subito dopo, la Lituania inizia a coniare il suo primo euro.

Pavel lavora alla Zecca della Lituania:
“Il litas lituano andava bene. Ma, la moneta europea è l’euro. L’euro porta con sè molti vantaggi per la Lituania e i suoi cittadini”.

La Lituania sta cercando di entrare nella zona euro dal 2007, ma l’inflazione nel paese era un po’ troppo alta perchè la domanda fosse accettata dall’Unione europea. Il secondo tentativo è andato a buon fine: la Lituania entrerà nell’Eurozona il primo di gennaio 2015.
Questo è sicuro.

Saulius Vaitiekunas, Direttore della Zecca della Lituania:
“Questi sono giorni molto pesanti. Abbiamo iniziato a produrre l’euro lituano e lavoriamo su tre turni, tutti i giorni. Il nostro obiettivo è produrre, ogni 20 ore, oltre 2 milioni di monete”

Mentre Egidijus controlla la qualità delle prime monete, la Banca centrale lituana precisa che il paese soddisfa tutti i requisiti di Maastricht: bassa inflazione, basso deficit di bilancio e basso livello del debito. Ma, la stabilità è rappresenatata anche da valori geopolitici.

Vitas Vasiliauskas, Presidente del Consiglio della Bank of Lithuania:
“L’introduzione dell’euro non è solo un progetto economico. È anche un progetto politico. Ora tutti i tre Paesi baltici saranno integrati nel sistema euro. Penso che la gente possa sentirsi al sicuro”.

Il cambio euro/litas fa notizia su tutti i giornali lituani. C‘è chi accusa il governo di voler aumentare le tasse dopo l’introduzione dell’euro e la Lituania è divisa: metà della gente dà il benvenuto alla nuova moneta, mentre l’altra metà non lo fa, incolpando l’euro del disagio economico di passato, presente e futuro.

Non tutti gli Stati membri dell’Unione europea hanno introdotto la moneta unica.

Con l’anno nuovo la Lituania diventerà il 19mo paese a utilizzare l’euro.

Le monete lituane riportano l’effige di un guerriero a cavallo: è “Vytis”, una figura leggendaria per il paese.

Un traghetto porta alla penisola di Neringa o dei Curoni, una sottile lingua di sabbia lunga circa 100 chilometri, che si estende nel Mar Baltico: Patrimonio Mondiale dell’Umanità, condiviso da Russia e Lituania.

Qui, incontriamo Romas, comandante del traghetto per le escursioni, che è contrario all’euro:
“Molte persone, come i miei genitori, hanno combattuto per l’indipendenza della Lituania e la sua moneta, il litas. Mio padre ha 75 anni: è testimone di parecchie occupazioni militari e ha vissuto sulla sua pelle diversi cambi di valuta. Questo tra litas e euro, non è positivo…”

La regione è famosa per i suoi gagliardetti, in passato usati dai pescatori Curi per identificare le loro barche. A Nida, un villaggio turistico molto amato da russi, tedeschi, polacchi e scandinavi, l’identità lituana è molto forte, ma la mentalità è anche molto aperta.

Rita Zinkeviciene, è una gallerista di Nida ed è ottimista sul passaggio all’euro:
“Litas e euro sono uniti da tempo, noi gente d’affari siamo abituati a calcolare il valore delle cose nelle due valute. Ora, con l’introduzione dell’euro, sarà piú facile anche per i turisti”.

Nella piccola cittadina di Plunge troviamo uno dei più grandi siti di produzione di surimi del mondo.

É la storia di successo di una start-up lituana, creata subito dopo l’indipendenza.
Il 94 % della produzione di Plunge viene esportato.

In Lituania, il salario minimo per un lavoratore non qualificato è di circa 300 euro, quelli qualificati guadagnano fino a 700 euro.

Angele lavora per la compagnia Seafood:
“Sono molto scettica sull’introduzione dell’euro in Lituania, perché tutti dicono che i prezzi aumenteranno e qui in azienda non abbiamo stipendi alti. Con l’aumento dei prezzi sarebbe davvero difficile vivere. Ecco perché sono contraria”.

Le statistiche peró dicono altro. L’aumento dei prezzi, previsto e correlato all’introduzione dell’euro, non sarà elevato: circa lo 0,2 %. L’inflazione per il prossimo anno sarà in totale di 1,5 %.

Il co-proprietario della società esportatrice sottolinea gli elementi positivi del passaggio dal litas all’euro: meno costi sulle transazioni.

Liudas Skierus, co-proprietario del Gruppo Viciunai:
“Visto che stiamo lavorando principalmente con partner dell’Eurozona, è ovvio che facciamo i calcoli già in euro: il prezzo delle materie prime e dei prodotti d’esportazione, l’acquisto di nuove attrezzature e macchine è tutto in euro. Così, l’introduzione dell’euro nel nostro paese, renderà la vita solo più facile”.

A Vilnius Ilmera Kuzmickiene è uno dei tre piú famosi ispettori di controllo dei prezzi, nella capitale. Controlla prezzi da 16 anni e finora, dice, non è stato osservato alcun aumento generale, dovuto all’entrata della Lituania nell’Eurozona. Secondo Ilmera, il periodo di transizione sarà duro.

Ilmera Kuzmickiene, Ispettore della Statistics Lithuania:
“Ci sarà da lavorare molto, bisognerà registrare i prezzi in litas e in euro. Inoltre, verificare che i prezzi di entrambe le valute siano stati calcolati in modo corretto”.

Parlando con la borghesia lituana, si scopre che anche qui si teme l’aumento dei prezzi. Ma, l’argomento principale è un altro: come l’introduzione dell’euro indebolisca l’identità nazionale:

Ilva Juodpusyte, ballerina di danza classica, Vilnius:
“Mi dispiace rinunciare al litas, perchè in qualche modo rappresenta la nostra identità. Il litas è la nostra storia e significa molto per ogni lituano, che vive qui o all’estero”.

Il simbolo della storia lituana e l’immagine del cavaliere bianco, il leggendario protettore dei lituani, scompariranno? No, dice Antanas. Dall’inizio dell’indipendenza della Lituania, Antanas nelle sue opere d’arte raffigura la voglia di libertà del paese. É lui il designer della faccia dell’euro in cui è rappresentato l’eroe nazionale. In epoca sovietica, l’uso del simbolo di “Vytis” fu proibito per molto tempo, ma la rivoluzione lituana lo ha riportato in auge.

Antanas Zukauskas, designer dell’euro lituano:
“Il blasone lituano è questo: la figura di “Vytis”. Il cavaliere bianco è lanciato al galoppo verso l’Europa. Il nostro simbolo, il cavaliere, è unito al simbolo europeo, le stelle. Siamo parte dell’Europa! La mia idea di collegare i due emblemi si esprime in qualche modo poeticamente su queste monete: l’eroe lituano cavalca attraverso il cielo europeo, pieno di stelle”.

Una volta a Druziliai, un piccolo villaggio fatto di cottage, immerso nel verde della foresta lituana, incontriamo Silvestras e Grazina, una coppia di pensionati. La Lituania, negli ultimi anni, ha subito una forte restrizione demografica, arrivando sotto i tre milioni di unità.
La coppia ritiene che far parte di una piú grande unione politica, economica e monetaria sia vantaggiosa.

Silvestras Berkelis, pensionato:
“Se l’euro fosse stato introdotto qualche tempo fa, il passaggio attraverso la crisi per noi sarebbe stato piu facile”.

Grazina Berkeliene, pensionata:
“La Lituania lavora con tutto il mondo, l’euro rende questo più facile”.

Silvestras Berkelis, pensionato:
“La Lituania offre prestiti agevolati, tassi di interesse più bassi e lo stato avrà più soldi. Ecco, perché tutti i cittadini potranno beneficiare dell’introduzione dell’euro”.

Le maree del tempo si portano via le vecchie valute e ne lasciano altre sulla riva. Presto, il litas farà parte della storia e in una regione dove il clima politico è stato sempre piuttosto ruvido, far parte dell’Eurozona significherà maggiore stabilità e sicurezza.

WEB-BONUS: Vitas Vasiliauskas (English language)

Perché aderire all’euro? Il Presidente del Consiglio della Bank of Lithuania, Vitas Vasiliauskas, spiega le ragioni per cui la Lituania introdurrà la moneta unica europea il primo gennaio 2015. La Lituania diventerà il 19mo Stato membro dell’Eurozona. Per ascoltare l’intervista completa con il governatore della Banca Centrale Lituana, utilizzare questo link.

Bonus interview: Vitas Vasiliauskas