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Ebola curato negli Stati Uniti


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Ebola curato negli Stati Uniti

“Ebola avanza più velocemente degli sforzi per controllarlo”. L’allarme è dell’Organizzazione mondiale della sanità, che mette in guardia dalle potenziali conseguenze catastrofiche che potrebbe avere la diffusione del virus mortale che sta flagellando l’Africa Occidentale.

I casi confermati sono 1300. Tra i 729 morti, 57 si sono verificati tra il 24 e il 27 luglio in Liberia, Nigeria, Sierra Leone e Guinea.

Un problema internazionale, che cerca soluzioni a Conakry, in Guinea, nella riunione dei capi di stato dei paesi colpiti.

Younoussa Balo, Segretario generale del Ministero della Salute della Guinea:
“Prima di tutto, bisogna far capire bene la situazione che riguarda l’epidemia alla gente. La popolazione deve sapere che questa epidemia esiste, che ci sono dei rischi, non solo dentro il paese, ma anche nel passaggio attraverso i paesi.”

Secondo gli esperti, dei cinque ceppi conosciuti quello che ha causato l’epidemia è lo Zaire, il più letale e proveniente dall’Africa Centrale.

La vita di medici, infermieri, ricercatori e volontari spesso è messa a repentaglio.Come quella del medico statunitense che sarà trasferito all’Emory University Hospital di Atlanta.

Anche Meco Yen, volontario, è stato allontanato, per la sua sicurezza:“La prima reazione è spavento, è avere paura… tutti sappiamo che è un modo di morire orribile”.

Il medico volontario Kent Brantly, contagiato da Ebola in Liberia, dove operava con l’organizzazione umanitaria Samaritan’s Purse, sarà curato negli Stati Uniti.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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