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Iraq: violenze senza fine. E la gente fugge

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Iraq: violenze senza fine. E la gente fugge

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Due diversi attentati, entrambi nei quartieri a prevalenza sciita di Baghdad. Due autobombe: una vicino ad una stazione di servizio di Sadr City, nella parte nord della capitale. L’altra, quasi contemporaneamente, mercoledì sera, è esplosa nel quartiere di Al Amin. 24 in totale i morti, più di 40 i feriti. Sempre mercoledì una milizia sciita ha giustiziato 15 sunniti rapiti in precedenza ed esposto i cadaveri nella piazza di un villaggio della provincia di Diyala: un monito alla popolazione locale perché non sostenga lo Stato islamico che controlla buona parte della regione.

E la gente fugge. Verso il Kurdistan, come può, come riesce. In campi come questo, a Erbil, che oggi ospita più di 100mila persone. L’Alta commissione per i diritti umani di Baghdad ha reso noto che il numero dei profughi che scappano dall’avanzata dello Stato Islamico ha superato il milione. 300mila solo nell’ultimo mese.