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Ellen MacArthur: l'impegno per una migliore gestione delle risorse globali

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Ellen MacArthur: l'impegno per una migliore gestione delle risorse globali

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Ellen MacArthur, leggenda vivente della vela mondiale è l’ospite di questa puntata di Global Conversation dall’isola di Wight. Ritiratasi dalla navigazione, ora patrocina la causa dell’“economia circolare”, cercando di contribuire a cambiare il sistema che governa l’economia globale attraverso una migliore gestione delle risorse.

Ellen MacArthur

  • La britannica Ellen MacArthur (8 luglio 1976) divenne famosa a 24 anni nel corso della Vendée-Globe del 2001 (competizione in solitaria senza tappe), quando arrivò seconda.
  • Tre anni dopo prese di nuovo il largo e divenne la persona più veloce al mondo in barca a vela.
  • Un anno dopo l’addio alla vela annunciato nel 2009, MacArthur ha lanciato l’omonima fondazione, con l’obiettivo di accelerare la transizione da un’economia lineare a un’economia “circolare”, che si autorigenera.

Ellen MacArthur:
Avevo appena battuto il record del mondo quando c‘è stata una transizione fluida verso la mia occupazione attuale. Senza cercarlo ho capito qualcosa di fondamentale. Ossia che quando navighi in giro per il mondo in barca prendi con te tutto il necessario, visto che devi restare in mare per tre mesi, prendi tutto prima di partire perché non puoi fermarti, non puoi comprare altro cibo o carburante. Per cui devi gestire tutto ciò che hai fino all’ultima goccia di diesel e all’ultimo pacco di cibo. E’ allora che ti rendi davvero conto di quanto sono limitate le risorse. Sono scesa dalla barca al traguardo e mi sono resa conto che la nostra economia globale non è tanto diversa. Essa dipende totalmente da risorse finite, attualmente la nostra soluzione è l’efficienza, un uso più attento delle risorse, ma approfondendo, osservando l’impatto economico a lungo termine di questo approccio, credo che non sia questa la soluzione.

Isabelle Kumar, euronews:
Mi dia un esempio di cosa significhi vivere secondo i principi dell’economia circolare.

MacArthur:
L’economia circolare vuol dire un cambiamento del sistema, non del comportamento individuale. Il nostro modello economico attuale è lineare, prendiamo qualcosa, ne ricaviamo qualcos’altro, ma alla fine la gettiamo via, riciclando quello che possiamo; invece nell’economia circolare fin dall’inizio si pensa a disassemblare, si concepisce qualcosa affinché possa essere ricostruita, affinché possa tornare in un flusso diventando ad esempio il pezzo di un’automobile, o l’automobile stessa.

euronews:
Abbiamo chiesto al nostro pubblico online di inviarci delle domande, una di queste è: che cosa la motiva?

MacArthur:
E’ una domanda vasta! Penso di essere motivata dagli obiettivi. Come sa, ho navigato per il mondo durante la mia carriera, non ho mai pensato che mi sarei fermata un secondo, pensavo che avrei navigato fino a 80 anni, ma quando mi sono imbattuta in questo nuovo campo mi è sembrata la più grande sfida da affrontare. L’economia globale non funzionava, non riuscivo a capire come mai me ne rendessi conto all’improvviso, come mai non ci avessi pensato prima. Quindi credo che mi motivi fare la differenza, fare qualcosa di positivo.

euronews:
La Commissione Europea di recente ha avanzato delle proposte in termini di economia circolare, basate soprattutto sul riciclo e sul divieto delle discariche. Cosa ne pensa?

MacArthur:
Credo che uno degli aspetti interessanti del lavoro della Commissione Europea sull’economia circolare sia la direttiva sull’eco-design, che riguarda prevalentemente il consumo energetico dei prodotti. Con essa ci si chiede come andare più lontano, guardando all’interno del prodotto, la sua riciclabilità. L’idea è concepire il prodotto per riciclarlo, fabbricarlo di nuovo in futuro. Quindi si comincia a considerare l’intero sistema piuttosto che soltanto l’elemento energetico.