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Ebola, misure extra in Africa, l’Europa inizia a preoccuparsi per l’epidemia

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Ebola, misure extra in Africa, l’Europa inizia a preoccuparsi per l’epidemia

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Preoccupazione crescente in Europa per il virus Ebola ormai fuori controllo in Africa occidentale. Misure di sicurezza rafforzate nei paesi colpiti. In Liberia tutte le scuole sono state chiuse. Anche i mercati nelle zone di frontiera con la Sierra Leone, la Guinea e la Costa d’Avorio sono sospesi ; tutto il personale non essenziale dei ministeri e degli uffici pubblici è stato obbligato a prendere un congedo obbligatorio di 30 giorni. E ancora in Sierra Leone sono stati chiusi teatri, cinema e bar e rinviati a fine agosto gli esami pubblici di terza media previsti per luglio.

Mentre l’Unione Europea si dichiara tranquilla e pronta ad affrontare eventuali contagi anche nel continente, grazie ad un sistema efficiente di controlli, nel Regno Unito mercoledì si è svolta d’urgenza una riunione interministeriale per discutere su eventuali misure di prevenzione extra.

Philip Hammond, ministro degli esteri inglese, ha rassicurato : “La questione riguarda la possibilità che qualcuno che abbia contratto la malattia in Africa si ammali qui. Non si tratta di diffusione della malattia nel Regno Unito, perché abbiamo un sistema di procedure di controllo delle infezioni più alto che renderebbe la cosa piuttosto improbabile ».

Ma la polemica scoppiata l’indomani, questo giovedì mattina, con la replica del segretario generale del sindacato per i dipendenti del servizio immigrazione inglese Lucy Moreton non rassicura affatto. Avrebbe in qualche modo smentito Hammond dicendo che il personale alla frontiera della Gran Bretagna non sarebbe pronto ad affrontare una eventuale emergenza Ebola. E nel paese rimane la paura dopo il falso allarme, martedì, quando un uomo arrivato all’aeroporto di Birmingham e proveniente dalla Nigeria via Parigi era stato sottoposto ai test nell’ospedale della città inglese, perché presentava sintomi sospetti.

Da quando il virus si è manifestato per la prima volta in Guinea, lo scorso marzo, Medici senza frontiere è in prima linea per aiutare le persone contagiate. L’epidemia diffusasi poi in Liberia e Sierra Leone era stata finora circoscritta. Venerdi però la prima vittima in Nigeria, con i primi focolai anche nell’ex colonia britannica.

Nelle ultime ore la Ong ha lanciato l’allarme : un’epidemia senza precedenti. “Non fa che peggiorare, si sta nuovamente estendendo, soprattutto in Liberia e Sierra Leone, con focolai molto importanti c’e’ il rischio reale di vedere nuovi paesi colpiti”, ha dichiarato il direttore Bart Janssens, in un’intervista rilasciata a Libre Belgique.

Per Ebola non esiste una cura ; alcuni pazienti possono guarire con trattamenti medici appropriati. Ma il virus rimane spesso fatale, con un tasso di mortalità fino al 90%.