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Nibali: "voglio battere ancora Froome e Contador, sarò all'Astana fino al 2016"

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Nibali: "voglio battere ancora Froome e Contador, sarò all'Astana fino al 2016"

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Domenica sugli Champs-Elysée Vincenzo Nibali è stato incoronato vincitore del Tour de France. Settimo italiano della storia a trionfare alla Grande Boucle, lo squalo dello stretto ha battuto la concorrenza confermandosi uno dei ciclisti piu’ forti del plotone. Euronews l’ha incontrato a Parigi.

Juan Antonio Aldeondo, euronews:
Essendo l’Italia un Paese con una grande tradizione ciclistica, perchè abbiamo dovuto aspettare sedici anni per tornare a vedere un italiano in maglia gialla a Parigi?

Vincenzo Nibali:
“Il Tour è una corsa molto importante, c‘è una grande partecipazione internazionale ed è molto difficile comunque ottenere un successo cosi’. Prima di Pantani, 16 anni fa, è toccato a Gimondi, 33 anni prima. Sono passati tanti anni dall’ultima volta che un italiano aveva vinto il Tour de France. E’ una corsa di un grandissmo livello, importantissima e quindi è molto difficile da conquistare”.

Juan Antonio Aldeondo, euronews:
Aveva il Tour in testa e ha detto in piu’ di un’occasione che un giorno lo avrebbe vinto. Era diventata un’ossessione?

Vincenzo Nibali:
“No no, anzi ho cercato di farlo diventare quasi una leggerezza, di correre con tranquillità, molto rilassato. L’anno scorso ho partecipato anche alla Vuelta e l’ho persa nell’ultima settimana, arrivando secondo. Pero’, alla fine, bisogna accettare anche la sconfitta, accettare di arrivare secondi e terzi. Ed è cosi’: questo è il ciclismo”.

Juan Antonio Aldeondo, euronews:
Che cosa significa per lei essere uno dei sei ciclisti della storia ad aver vinto tutti e tre i grandi giri?

Vincenzo Nibali:
“E’ qualcosa di speciale e particolare, perchè solo poche persone sono riuscite a conquistare le tre grandi corse a tappe. La Vuelta è stata la mia prima vittoria e mi ha dato veramente tanto. Poi ho iniziato a lavorare tantissimo per il Giro, perchè per un italiano è una gara importantissima. Sono arrivato sul podio e ho sfiorato il successo, l’ho accarezzato, l’ho amato. E poi l’anno scorso, nel 2013, sono riuscito a conquistarlo e per me è stata una grande emozione. Perche il Giro d’Italia è una corsa che ho sempre sognato e che vedevo in tv. Vedevo i grandi campioni come Indurain e Pantani sempre li’. Il Tour è una corsa sempre spettacolare e quando ero li’, nel 2012, sul gradino piu’ basso del podio, mi sono detto ‘chissà se un giorno riusciro’ a vincerlo’. Sapevo che non era facile, pero’ ho lavorato veramente tanto per cercare di arrivare a questo successo. Non è stato facile, pero’ ora posso dire di avercela fatta”.

Juan Antonio Aldeondo, euronews:
Che cosa vuole dire a coloro che pensano che ha vinto il Tour perchè Froome e Contador si sono ritirati dopo diverse cadute?

Vincenzo Nibali:
“Purtroppo questo è il ciclismo. E’ fatto di cadute, di cose belle e brutte. Fanno parte del gioco. Pero’ posso dire che sono andato forte dall’inizio del Tour fino alla fine. Ho vinto in Inghilterra la tappa da York a Sheffield; poi ho vinto sulla Planche-des-Belles-Filles, ho vinto sulle Alpi e sui Pirenei. Quindi la mia condizione è stata sempre ottima. Ho fatto sicuramente un Tour di grande livello”.

Juan Antonio Aldeondo, euronews:
Guardando alla classifica, è grande il distacco tra lei e il resto del plotone…

Vincenzo Nibali:
“Penso che questa differenza sia data anche dal fatto che nella mia testa l’obiettivo principale era andare a lottare con Alberto Contador e Chris Froome, con i quali mi ero già misurato anche al Giro del Delfinato. Sapevo che dovevo lavorare ancora per ottenere un livello maggiore e sono arrivato qui al Tour preparato. Forse con Froome e Contador in corsa, i distacchi avrebbero potuto essere leggermente minori. Pero’ anche l’anno scorso, al Giro d’Italia, i distacchi sono stati alti”.

Juan Antonio Aldeondo, euronews:
Le aspettative erano tante. Astana aveva scommesso su di lei e i risultati non arrivavano durante la stagione. In squadra iniziavano a spazientirsi, pero’ lei sembrava tranquillo in mezzo al plotone. Era tanto sicuro della sua preparazione?

Vincenzo Nibali:
“Questo è normale. Lo scorso anno ho fatto una stagione al top, dall’inizio fino alla fine. Ottenere due grandi piazzamenti in una stagione, in due grandi corse a tappe, non è molto facile. Sono quasi riuscito a vincere due grandi corse a tappe nello stesso anno, ed è una cosa molto difficile. Poi ho fatto il Mondiale ed è normale che in inverno mi sono lasciato un po’ andare. Poi a febbraio c‘è stato l’arrivo della mia bambina, quindi ho pensato anche un po’ alla famiglia, ho preso qualche chilo e sono arrivato poi a luglio con le giuste energie. E’ stato semplicemente spostato tutto un piu’ avanti”.

Juan Antonio Aldeondo, euronews:
Ora, lei è il ciclista piu’ ricercato e non le mancheranno le offerte. La vedremo ancora con i colori dell’Astana fino al 2016?

Vincenzo Nibali:
“Ho due anni di contratto e sono ancora qui. L’Astana ha costruito un gruppo solo per me, quindi fino al 2016 saro’ qui”.

Juan Antonio Aldeondo, euronews:
Il prossimo anno aspirerà a vincere ancora il Tour. Ha voglia di dimostrare che puo’ battere Froome e Contador, Quintana e tutti gli altri?

Vincenzo Nibali:
“La mia ambizione è cercare di andare a confrontarmi sempre con loro. Chiaro, bisogna preparare bene gli appuntamenti e mi riferisco ai grandi giri, che per me sono i piu’ importanti. Bisogna cercare di avere la condizione migliore. Anche lo scorso anno mi sono incontrato diverse volte con Contador e Froome e sono riuscito a batterli. Poi, certo, ci sono anni nei quali si vince e anni nei quali si perde. Ma questo è normale, perchè lo sport è cosi’”.

Dietro un grande ciclista, c‘è sempre una grande squadra. In questo caso è l’Astana, guidata dal team manager ed ex ciclista Alexander Vinokourov.

Juan Antonio Aldeondo, euronews:
La pressione era alta dopo il ritiro di Froome e Contador e, malgrado questo, l’Astana non si è seduta sugli allori. Quando ha dovuto prendere dei rischi, l’ha fatto.

Alexander Vinokourov, team manager Astana:
“Questo fa parte della corsa. Siamo rimasti concentrati tutto il tempo, restando sempre in testa. Tutti possono incappare in imprevisti a volte. Beh, certo, mi spiace per Froome e Contador, ma fa parte del gioco. Pero’, non credo che questo tolga valore alla vittoria di Nibali. Penso che anche con Froome e Contador, lui avrebbe potuto batterli. Vincenzo era li’, nelle tappe di montagna. Ha vinto quattro frazioni in tutto, ha fatto una buona prestazione e per il nostro Paese è stata una bella immagine. La squadra era sempre là davanti, pronta a difendere la maglia gialla”.

Juan Antonio Aldeondo, euronews:
Con Froome e Contador in corsa quale sarebbe stata la vostra tattica?

Alexander Vinokourov, team manager Astana:
“Abbiamo cercato di restare competitivi per tutto il tempo, di aumentare i distacchi con gli altri corridori. E se vedevamo che potevamo vincere la tappa, ci provavamo. In particolare, l’ultima frazione dei Pirenei la volevamo per dimostrare che Vincenzo era il padrone del Tour e per lasciare il segno. Tutti erano già stanchi, ma hanno comunque dato il massimo”.

Juan Antonio Aldeondo, euronews:
Da fuori sembrava quasi che Nibali correva come lei faceva ai suoi tempi. Si sente la sua influenza in squadra?

Alexander Vinokourov, team manager Astana:
“Beh di certo si sente, ma lui, in quanto campione, ha una mentalità piu’ facile a gestire. La strategia della squadra è la motivazione. Si puo’ dire che lui corra un po’ alla mia maniera, ma lui è Nibali. Io non ho mai vinto il Tour, non ho mai vissuto quest’esperienza. E il fatto che lui ce l’abbia fatta con la nostra squadra, beh, è la cosa piu’ bella che potesse succedere”.