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Liberia, frontiere chiuse: il virus Ebola non cessa di propagarsi

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Liberia, frontiere chiuse: il virus Ebola non cessa di propagarsi

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La Liberia è uno dei paesi colpiti dall’epidemia e ha chiuso buona parte delle frontiere oltre a disporre una rigida quarantena per tutte le comunità
colpite dal virus.

In Sierra Leone, diventata l’epicentro dell’epidemia, il virus non smette di propagarsi. Nella regione dell’Africa occidentale il 20 luglio aveva già fatto almeno 660 morti secondo le cifre dell’organizzazione mondiale della sanità.

È la peggiore epidemia di febbre emorragica finora. E sembra incontrollabile. È esplosa il 22 marzo di quest’anno in Guinea passando poi a Sierra Leone e Liberia. In Nigeria si è già verificato il primo decesso confermato. Ci sono anche due americani tra i contagiati dal virus Ebola in Liberia.

Jen Psaki, portavoce Dipartimento di Stato Usa: “Continuiamo a monitorare l’epidemia. Forniamo assistenza e supporto ai Paesi
in cui si diffonde e alle organizzazioni che devono intervenire, il nostro aiuto comprende anche la fornitura di equipaggiamenti protettivi per la persona”.

L’arrivo di ulteriori aiuti è vitale. Gli operatori che combattono sul campo la diffusione della malattia, avvertono sia già epidemica e difficile da fermare con gli attuali mezzi, chiedono più risorse.