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Gaza, in fumo l'unica centrale: è emergenza elettricità

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Gaza, in fumo l'unica centrale: è emergenza elettricità

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A Gaza il fumo avvolge ancora l’unica centrale elettrica della Striscia, colpita dall’artiglieria israeliana. In fiamme una delle cisterne di stoccaggio carburante che fornisce energia a due terzi dei palestinesi. A ulteriore rischio il già precario approvvigionamento di elettricità a Gaza, fino a ora di sole tre ore al giorno. In pericolo le attività degli ospedali, da cui si leva un grido di allarme.

‘‘L’energia elettrica finirà a breve, le quantità che abbiamo sono sufficienti solamente per un paio di giorni. Questa è una minaccia per diversi reparti ospedalieri, quello di terapia intensiva in particolare, ma anche quello di dialisi, pediatria e chirurgia sono a rischio collasso,’‘ ha spiegato il medico Yousef Abu El Rish, vicedirettore del gruppo di emergenza del Ministero della Salute.

Una situazione drammatica per i pazienti che vedono già sospese le cure o gli interventi chirurgici. Inquietudine e rassegnazione c‘è tra chi è in cura e ha paura di non farcela: “Senza elettricità non posso ricevere il trattamento, non riuscirò più a respirare e non sarò in grado di muovermi. Cosa possiamo fare? Apparteniamo a Dio e da lui torneremo,” dice Hammad Saad, paziente sottoposto a dialisi.

Gli ospedali di Gaza, alcuni finiti sotto i raid aerei israeliani, si trovano a fronteggiare una tragedia umanitaria. Oltre 5.700 il numero dei palestinesi feriti nella Striscia in 22 giorni di offensiva di Israele.