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Smantellamento della Concordia, l'80% verrà riciclato

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Smantellamento della Concordia, l'80% verrà riciclato

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Quattro giorni dopo la partenza dall’Isola del Giglio, la Concordia raggiunge la sua destinazione finale. Genova, là dove tutto era cominciato.

Sembra ieri quel 2005 quando la nave orgoglio di Costa Crociere emerse dall’impianto Fincantieri del capoluogo liguire.

Terminata la fase di messa in sicurezza, rimozione e trasporto, comincia ora quella meno spettacolare, ma non per questo meno importante, dello smantellamento.

Un’impresa ciclopica, vista l’imponenza del relitto: 290 metri di lunghezza per 115mila tonnellate distribuite su 14 ponti.

Le operazioni vedranno impiegate più di 50 compagnie, coordinate dalla San Giorgio del Porto e dalla Saipem, e all’incirca un migliaio di persone.

Costo stimato 100 milioni di euro, per un’opera che dovrebbe durare quasi due anni e portare al riciclaggio dell’80% dei materiali.

Almeno 40mila tonnellate di acciaio verranno fuse per poi essere riforgiate in travi e sbarre da utilizzare nei cantieri edili, ma anche lamine, impiegabili nella costruzione di auto ed elettrodomestici.

Cavi di rame, apparati elettronici, persino le dotazioni delle cucine… nulla verrà sprecato, spiegano.

Una vittoria per Roma, che ha spinto perché l’operazione si facesse in Italia invece che in Turchia o in India (costi maggiori in cambio di standard ambientali più elevati); una magra consolazione per Costa Crociere, il cui conto finale delle operazioni potrebbe superare il miliardo di euro.