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A Shejaya si scava a mani nude per recuperare i corpi


Gaza

A Shejaya si scava a mani nude per recuperare i corpi

A Shejaya, la Ground Zero di Gaza, la tregua e i bombardamenti scandiscono le azioni di una vita sotto assedio. La priorità è il recupero dei corpi.

Un team della protezione civile è riuscito a trovarne solo uno, ma la convinzione è che sotto le macerie si nasconda l’ennesimo massacro.

“Ci vorranno parecchi giorni per portare a termine le nostre ricerche in tutta l’area e recuperare tutti i corpi – spiega un responsabile delle operazioni – Abbiamo apparecchiature molto vecchie alla protezione civile, perché siamo sotto assedio da otto anni. Stiamo scavando con le nostre mani, con le unghie”.

Al dramma dei morti, si aggiunge quello dei vivi. Gli sfollati sarebbero circa 165mila e in molti cercano di superare i blocchi dell’esercito israeliano per uscire dalla Striscia.

La corsa dei palestinesi viene subito fermata dagli spari di avvertimento dei militari. Nessuno può fuggire dalla guerra di Gaza.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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Gaza: tra le macerie di Shejaya