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Volo MH17, dolore e rabbia per le 40 bare senza nome

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Volo MH17, dolore e rabbia per le 40 bare senza nome

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Quaranta bare senza nome accolte dalle massime cariche dello Stato. I Paesi Bassi tra dolore e rabbia si sono stretti intorno ai resti dei passeggeri del volo MH17 abbattuto in Ucraina lo scorso giovedì 17 luglio. Le vittime olandesi sono 193 e questa è la prima di numerose altre cerimonie di rimpatrio attese nei prossimi giorni. Ma l’identificazione e il recupero di tutte le vittime procede a rilento e sul buon esito pesano gravi incognite.

Gli investigatori olandesi, malesi e australiani vengono intralciati nel lavoro sul campo, sono spesso allontanati dal luogo del disastro, come racconta Jan Tuinder, che guida la missione della polizia olandese, impegnata nel recupero dei resti delle vittime: “Ci sono molti pazzi che si mettono in mezzo ed è difficle per noi recuperare i corpi rimasti sul luogo del disastro. Li chiamano terroristi, per me sono criminali ed è quasi la stessa cosa”.

Per conoscere le cause dello schianto del volo MH17 l’aspettativa sull’esame delle scatole nere resta alta. Soprattutto dopo che non sono emerse prove di un’avvenuta manomissione del contenuto. L’esame dei dati è affidato ad esperti britannici. Le osservazioni degli esperti malesi rafforzerebbero la tesi dell’abbattimento causato da un missile, visti i numerosi buchi ritrovati su alcune parti esterne.