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Russia, la banca centrale alza i tassi di interesse

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Russia, la banca centrale alza i tassi di interesse

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L’escalation tra Kiev e Mosca, aggravatasi dopo l’abbattimento del volo della Malaysia Airlines, preoccupa la Banca centrale russa, la quale venerdì è intervenuta a sorpresa con un nuovo aumento del costo del denaro.

Il tasso di interesse principale è stato portato dal 7,5% all’8%, con i vertici che citano esplicitamente “tensioni geopolitiche” all’esterno e puntano a mettere un freno all’inflazione all’interno.

A giugno l’aumento dei prezzi causato dalla debolezza del rublo ha toccato il 7,8%, il massimo da agosto del 2011.

La nuova ondata di sanzioni occidentali, già lanciata da Washington e in rampa di lancio a Bruxelles, potrebbe peggiorare una situazione già di per sè non rosea.

Dall’inizio dell’anno la Russia ha registrato una vera e propria emorragia di capitali, quasi 75 miliardi di dollari, con il totale che a fine anno potrebbe toccare i 100 miliardi.

Nessuna sorpresa quando, giovedì, il Fondo monetario internazionale ha tagliato le stime di crescita dell’economia allo 0,2% per quest’anno e all’1% il prossimo.

Le misure statunitensi ancora non sono arrivate alla cosiddetta “fase 3”, cioè a colpire interi settori economici russi.

Ma le difficoltà di rifinanziamento a lungo termine per alcune delle principali aziende potrebbero, secondo il capo economista Olivier Blanchard, potrebbero affondare ulteriormente le previsioni.

I mercati azionari, intanto, hanno già cominciato a presentare il conto: venerdì l’ennesima giornata di rosso per la Borsa di Mosca, che è arrivata a perdere oltre un punto e mezzo percentuale sul listino quotato in dollari.