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Russia, nuove sanzioni Ue all'ombra della tragedia dell'aereo abbattuto

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Russia, nuove sanzioni Ue all'ombra della tragedia dell'aereo abbattuto

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Un punto di svolta. Così è stato chiamato l’abbattimento del volo MH17 nel contesto della crisi ucraina.

Gli Stati Uniti avevano annunciato nuove sanzioni contro la Russia il giorno prima della tragedia. Ora tocca all’Unione europea. E ci si chiede fin dove si spingeranno i 28 Stati membri.

Allungheranno solo la lista di individui colpiti dai provvedimenti o si passerà alla cosiddetta “terza fase”?

“Le sanzioni di terzo livello toccano interi settori”, spiega Tom Vosa di National Australia Bank.

“L’intero settore energetico e bancario potrebbero essere colpiti. Sappiamo con certezza – in base alle manovre statunitensi presso le Nazioni Unite – che Washington vuole allargare l’efficacia delle sanzioni, vuole far sì che chiunque faccia affari con la Russia sia multato”, aggiunge.

Secondo fonti diplomatiche solo una nuova riunione dei capi di Stato e di governo europei può dare il via a sanzioni come quelle inflitte dagli Stati Uniti a Rosneft.

La più grande compagnia petrolifera russa, dal canto suo, fa spallucce e sostiene che la sua partnership con ExxonMobil non sia in pericolo.

Ma, esattamente come i colleghi di Novatek (seconda azienda produttrice di gas del Paese) non è in grado di prevedere quali saranno gli effetti dei provvedimenti.

L’ultima ondata, che ha colpito anche una serie di aziende attive nel settore della difesa, è molto mirata.

Non proibisce alle aziende americane di fare affari con le imprese bersaglio, ma limita fortemente la loro capacità di rifinanziarsi in dollari.

Problema non da poco per i nomi del settore finanziario finiti nella lista nera: tra questi c‘è Gazprombank, terza banca più grande della Russia e ramo finanziario del gigante statale del gas.

I vertici di Washington hanno cercato di colpire l’economia russa minimizzando gli effetti di riflesso sulle proprie compagnie.

Per l’Europa il discorso è più complicato, in particolare vista la dipendenza energetica di molti Paesi dal gas russo.