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Israele, "Margine di protezione" si fermerà soltanto a raggiungimento degli obiettivi

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Israele, "Margine di protezione" si fermerà soltanto a raggiungimento degli obiettivi

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A tre giorni dall’inizio delle operazioni di terra, l’esercito israeliano prosegue lungo la propria tabella di marcia. 13 i tunnel di Hamas scovati e danneggiati, e oltre 500 razzi sequestrati. 1600 dei quali sono stati lanciati dalle brigate al Qassim in meno di 24 ore.

L’obiettivo di “margine di protezione” è smantellare le infrastrutture di Hamas. Il portavoce dell’esercito Eytan Buchman conferma che la durata delle azioni dipende soltanto dai risultati raggiunti:“Il calendario di questa operazione è dettata soltanto dal tempo, non dai giorni né dalle settimane. Tutto dipende dagli obiettivi centrati. Il governo ci ha dato un compito: fermare gli attacchi terroristici, fermare il lancio di razzi e proteggere Israele. Continueremo fino a quando non avremo ottenuto i nostri risultati. Se ci riusciremo in breve tempo meglio, vorrà dire che ci ritireremo prima”.

Insieme alle infrastrutture di Hamas, nei raid aerei e nelle operazioni di terra sono soprattutto i civili a pagare il prezzo più alto. 316 le vittime in 12 giorni di scontri. Le Ong chiedono la creazione di un corridoio umanitario per portare i feriti fuori dalla Striscia di Gaza. Un atto che necessita dell’autorizzazione del governo israeliano

“E’ naturale vengano commessi degli errori” ammette Eytan Buchman “Si tratta di un’azione militare compiuta in un’area altamente popolata. Nonostante tutto le vittime restano una minoranza. Riteniamo Hamas responsabile per queste morti. Sono loro a orientare i nostri attacchi. Noi attacchiamo dove loro operano. Abbiamo il diritto di difendere i nostri cittadini. Ed è quello che stiamo facendo”.