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Gaza: Ban Ki Moon cerca la mediazione. Quasi 300 i morti palestinesi

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Gaza: Ban Ki Moon cerca la mediazione. Quasi 300 i morti palestinesi

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Quasi trecento morti palestinesi è il bilancio parziale delle vittime causate dall’offensiva israeliana contro la Striscia di Gaza, iniziata l’8 luglio. Nel giorno in cui è atteso il segretario dell’Onu Ban Ki Moon che questo sabato inizia una missione in medioriente con l’obiettivo di allentare la tensione fra Israeliani e Palestinesi.

Una tensione che non accenna a calare al palazzo di vetro dell’Onu. Il Consiglio di Sicurezza ha condannato sia il lancio di razzi da Gaza, che la pesante risposta israeliana con l’offensiva di terra ma lo scambio di battute fra le due rappresentanze all’Onu non lascia presagire nulla di buono.

Per i palestinesi quella israeliana è un’aggressione selvaggia. Non è autodifesa, ma ansia di vendetta contro la popolazione civile. Una violenza ingiustificata contro la popolazione civile.

Di pari livello è la risposta israeliana: “Ogni missile da Gaza è un crimine contro l’umanità. Non importa se manchi il bersaglio. Perché quel missile è diretto contro obiettivi civili”.

Ufficialmente la missione di Tsahal è quella di trovare e distruggere i tunnel che Hamas usa per approvvigionarsi soprattutto di armi come ha più volte mostrato nei suoi video propagandistici. Tunnel che servono però anche per contrabbandare a Gaza generi di prima necessità altrimenti irreperibili nei territori.