ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Nomine europee, si riapre la lotteria il 30 agosto in uno nuovo vertice

Lettura in corso:

Nomine europee, si riapre la lotteria il 30 agosto in uno nuovo vertice

Dimensioni di testo Aa Aa

Incapaci di trovare un accordo, i leader europei hanno ora sei settimane per risolvere il puzzle delle nomine europee. Ci sarà un nuovo vertice il 30 agosto, con l’obiettivo di decidere chi sarà il prossimo presidente del Consiglio europeo, nominare il nuovo presidente dell’Eurogruppo e poi scegliere l’Alto Rappresentante per la polica estera.

Spiega David O’ Leary, analista di Burson-Marsteller, Europe Decides:
“Van Rompuy è andato in tutte le capitali per costruire un compromesso, ma alla fine sono rimaste visioni molto diverse. Il governo italiano ha spinto molto per dare al suo ministro degli esteri il posto di Alto rappresentante per la politica estera. Ma il constesto attuale e le opinioni dei paesi dell’europa centrale e orientale non sono state presi nella giusta considerazione”

Ora spetterà a Jean-Claude Juncker, neo presidente della Commissione europea, cercare di sbloccare la situazione. Juncker ha già avuto diversi incontri bilaterali con i capi di stato e di governo durante il vertice, chiedendo una maggiore presenza femminile nel suo esecutivo. A questo punto chi sceglierà un commissario donna potrebbe avere anche un portafoglio piu’ importante.

David O’ Leary, analista di Burson-Marsteller, Europe Decides:
“Il problema per Juncker sarà quello di trovare la squadra di governo giusta da presentare all’opinione pubblica e al Parlamento, è importante trovare almeno dieci donne, ma per il momento gli stati membri hanno nominato tredici commissari e non ci sono donne”

Juncker spera di aver una rosa completa di nomi ad agosto, per potere presentare i commissari all’esame del Parlamento europeo ai primi di settembre, quando saranno attribuite le diverse competenze.

David O’ Leary, analista di Burson-Marsteller, Europe Decides:
“Dovremmo aspettarci azione, dovremmo aspettarci decisioni concrete perché siamo in uno stadio in cui l’Europa appare un po’ lenta, è un po stupida nel non prendere decisioni che aiuterebbero a rispondere all’unica cosa che importa alla gente, sostenere la crescita, creare posti di lavoro”.