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Rimpasto in Gran Bretagna

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Rimpasto in Gran Bretagna

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Rimpasto in Gran Bretagna vuol dire: costante viavai al 10 di Downing street. Questa mattina, William Hague, ne è uscito dopo 20 anni trascorsi a capo del Dipartimento degli Affari Esteri e prima ancora del Partito conservatore.

Gli succede Philipp Hamond: è lui il simbolo del nuovo governo, due mesi dopo la sconfitta graffiante dei conservatori alle elezioni europee e a meno di un anno dalle prossime legislative. É stato Ministro della Difesa ed è famoso soprattutto per il suo euroscetticismo. Hamond è favorevole all’uscita dall’UE.

“Philip Hamond, David Cameron ed io la pensiamo allo stesso modo sull’Europa. Vogliamo migliorare il rapporto della Gran Bretagna con l’Unione europea e perció fare un referendum per decidere se restare o andarcene. Siamo tutti concentrati su questo, il Partito conservatore oggi è più unito che mai, rispetto a quanto ho visto in tutto il mio lungo passato politico. Lavoreremo insieme, anche Philip Hamond.”

La virata a destra imposta dalla vittoria degli anti-europeisti dell’UKIP di Nigel Farage nelle ultime elezioni europee.

Farage sapeva bene che avrebbe sconvolto gli scenari della politica: “Un terremoto nella politica britannica. Un risultato rilevante, con profonde conseguenze per i leader degli altri partiti”.

‘Rimozione dei cinquantenni’, ‘Massacro dei moderati’ la stampa britannica e l’opposizione oggi analizzano cosí questa riorganizzazione.
Una squadra ringiovanita – una volta eliminati gli over cinquanta e i baroni come Kenneth Clarke, 74 anni, europeista convinto – e piú femminile con l’entrata di sette donne.

L’obiettivo è raccogliere il maggior numero di consensi dall’elettorato, in vista delle elezioni del maggio 2015.

Isolato all’interno dell’Unione europea, David Cameron ha perso proprio in questi giorni la sua battaglia per contrastare la nomina di Jean-Claude Juncker a capo della Commissione: aveva promesso ai britannici riforme europee per favorire il paese e un referendum per il 2017.