ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

The Corner Mondiali: il trionfo tedesco, i top e i flop

Lettura in corso:

The Corner Mondiali: il trionfo tedesco, i top e i flop

Dimensioni di testo Aa Aa

Benvenuti a The Corner. Questa è l’ultima puntata speciale dedicata alla Coppa del Mondo.

Il 2014 ha visto l’infrangersi di molti record, alcuni risultati rimarranno come punti fermi di questa edizione brasiliana della festa del calcio.

—-

Germania, le statistiche non mentono

Dunque, è stata la Germania a trionfare in questi 20esimi Mondiali di calcio, vincendo il quarto titolo e diventando la prima squadra europea a conquistare la Coppa del Mondo in terra sudamericana.

Per la “Manschaaft”, altro record è rappresentato dall’aver raggiunto la quarta semifinale consecutiva, nell’arco della quale ha letteralmente distrutto la nazione ospitante: il 7-1 conseguito ai danni del malcapitato Brasile, infatti, è il più grande margine di vittoria mai riportato in una semifinale di Coppa del Mondo.

Inoltre, i tedeschi diventano la nazione maggiormente prolifica nella storia del Mondiale, per effetto di 224 reti, sorpassando il Brasile che ne ha segnate 3 in meno.

Il record di marcature teutonico, la maggior parte delle quali in semifinale, ricalca un altro primato, quello dell’attaccante Miro Klose, divenuto a sua volta il calciatore con più realizzazioni nella storia della Coppa.

Contro il Brasile, infatti, il 36enne in forza alla Lazio ha portato a 16 i gol siglati in carriera nei Mondiali disputati, uno in più di quelli messi a segno dal brasiliano Ronaldo.

Altro dato saliente dell’edizione 2014: per la prima volta nella storia della manifestazione organizzata dalla FIFA, tutte le 8 vincitrici della fase a gironi sono giunte ai quarti di finale.

Sorprese e delusioni

Il 20° Campionato del Mondo, conclusosi con la vittoria tedesca, è stato per molti aspetti sorprendente, causa la precoce eliminazione di alcune squadre “importanti”, e l’exploit di molte altre.

Quasi superfluo ribadire che la delusione più grande sia stata la squadra padrona di casa. Chiunque, infatti, aveva pronosticato i brasiliani in finale, magari alimentando la possibilità di una sfida tutta sudamericana.

Nessuno, tuttavia, aveva fatto i conti con Mueller e soci, che li hanno seppelliti con 7 reti, gettando nello sconforto i fans verdeoro.

Trattasi della più grande sconfitta mai patita in un Campionato del Mondo.

Anche la precoce eliminazione della Spagna, campione uscente, ha lasciato l’amaro in bocca agli sportivi di tutto il mondo.

La squadra di Del Bosque ha difeso assai malamente il titolo, senza contare che l’incredibile 5-1 subito all’esordio contro l’Olanda ha, in pratica, stroncato le “Furie Rosse”.

Un mesto addio, quello degli iberici, cui ha posto solo parziale rimedio la vittoria contro l’Australia.

E cosa dire dell’Italia, altra big europea oltremodo deludente, poichè non in grado di superare la prima fase.

L’eliminazione ha causato un autentico terremoto ai vertici del calcio nostrano, con le dimissioni di Abete e Prandelli, non ancora rimpiazzati.

In verità, il gruppo D, che includeva gli Azzurri, è stato il più sorprendente di tutti, in considerazione del fallimento di un’altra big, l’Inghilterra, finita in ultima posizione senza nemmeno vincere una partita ed impattando con la sola Costa Rica, autentica rivelazione del torneo, vincitrice a sorpresa del gruppo e capace di approdare sino ai quarti di finale, dove solo i rigori contro l’Olanda le hanno impedito di continuare a scrivere la propria storia calcistica.

Genio e sregolatezza

Prima dell’inizio, ci s’aspettava che Leo Messi, Cristiano Ronaldo, Neymar e altri brillassero in questa edizione, ma alcuni di essi si sono eclissati, dando l’opportunità ad altri giocatori di lasciare la propria impronta in quest’edizione.

Che Messi sia uno dei migliori calciatori della storia non è qualcosa di cui dubitare, ma ciò che è controverso è il fatto che sia stato premiato come miglior atleta della Coppa del Mondo.

Lontano parente di se stesso, ha vissuto, in pratica, da spettatore gran parte della competizione, incluse le gare decisive.

Non ha brillato neppure il suo grande rivale, Cristiano Ronaldo: per il Pallone d’Oro toccata e fuga, a livello personale e di squadra, data la precoce eliminazione lusitana.

Neymar, dal canto proprio, stava giocando ai suoi livelli, trascinando i carioca avanti nel torneo.

L’infortunio prematuro nei quarti di finale lo ha messo tuttavia fuori dai giochi. E con lui, il Brasile.

Chi ha sorpreso tutti è stato il colombiano James Rodriguez: grande fiuto del gol, le sue qualità, unitamente al dato anagrafico, lo porteranno molto lontano a livello internazionale.

Dulcis in fundo, si fa per dire, l’uruguaiano Suarez, reduce da una figuraccia planetaria dopo il morso rifilato all’italiano Chiellini.

Eccellenze difensive

Oltre i gol, in questa Coppa del Mondo ci sono state anche grandi parate.

Miglior portiere è stato senz’altro il tedesco Manuel Neuer, il quale ha offerto prestazioni eclettiche ma affidabili, con interventi decisivi.

Accanto a lui, in evidenza il costaricense Keylor Navas: per lui si è trattato del torneo della consacrazione.

Davvero non male per uno che prima era conosciuto solo in patria e in Spagna, causa la militanza nel Levante.

Molti altri estremi difensori meriterebbero una menzione speciale: l’algerino M’Bohli, provvidenziale per i suoi, lo statunitense Howard, il messicano Ochoa, protagonista assoluto sino allio sfortunato epilogo, l’argentino Romero, oggetto misterioso nella Sampdoria, oppure l’olandese Krul, che proprio contro la Costa Rica, dopo l’inusuale decisione di Van Gaal di farlo entrare allo scadere, è diventato l’eroe degli “Orange”.
—-

Siamo giunti alla fine dell’ultimo numero di The Corner, speciale Coppa del Mondo 2014.
Grazie per essere stati con Euronews.

Ma The Corner non va in vacanza. Ci ritroviamo la prossima settimana per il nostro consueto appuntamento con il calcio europeo.