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È morta Nadine Gordimer, voce contro l'apartheid

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È morta Nadine Gordimer, voce contro l'apartheid

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È morta Nadine Gordimer voce del Sudafrica bianco contro la segregazione razziale. La scrittrice novantenne, premio Nobel per la letteratura nel 1991, si è spenta nella sua casa di Johannesburg per un tumore al pancreas di cui soffriva da tempo.

Di origini russo-britanniche, l’autrice pensava che la sensibilità alle ingiustizie le derivasse proprio dall’essere cresciuta in Sudafrica.

Pur consapevole dell’impossibilità a sconfiggere definitivamente il razzismo, fino all’ultimo Gordimer ha difeso i risultati ottenuti dalla Nazione arcobaleno dopo l’elezione di Mandela alla presidenza. Un evento che la romanziera paragonava al crollo del muro di Berlino.

Fin dal suo primo romanzo, ‘I giorni della menzogna’ uscito nel 1953, Nadine Gordimer sceglie il proprio campo. Protagonista è una ragazza bianca che rompe i ponti con la propria famiglia segregazionista.

Il 15 ottobre uscirà in Italia il suo ultimo lavoro, ‘Tempi da raccontare’, una raccolta di saggi, articoli e conferenze, scritti nell’arco di mezzo secolo, in cui parla delle sue passioni, convinzioni e letture, e dell’impegno nella lunga lotta contro l’apartheid.